Anthropic ha avviato colloqui preliminari con Samsung Electronics per produrre un chip AI proprietario, secondo quanto riportato da The Information e confermato nelle sue linee generali a TechCrunch. Le discussioni si concentrano sul processo produttivo a 2 nanometri di Samsung — formalmente denominato SF2 — e sulle sue strutture di packaging avanzato. Nessun design è stato finalizzato, nessuna timeline annunciata. Il progetto potrebbe anche non andare da nessuna parte.
I dettagli tecnici sono scarsi per scelta, non per mancanza di notizie. Anthropic non ha ancora deciso a cosa servirà il chip, quanto dovrà essere potente, né come si integrerà nell’infrastruttura server. Quello che è certo è che l’azienda ha assunto Clive Chan, uno dei primi ingegneri del team di chip personalizzati di OpenAI: una mossa che, nel settore, significa passare dall’esplorazione allo sviluppo attivo. Ad aprile, Reuters aveva già anticipato che Anthropic stava valutando l’idea di produrre chip propri per rispondere alla carenza di silicio. Allora sembrava una riflessione astratta. Adesso meno.
Il contesto finanziario spiega molto. Il fatturato annualizzato di Anthropic ha superato i 30 miliardi di dollari nella prima metà del 2026, più che triplicato rispetto ai circa 9 miliardi di fine 2025. A queste dimensioni, l’economia del silicio proprietario smette di essere un lusso e diventa un calcolo razionale. Ogni gigawatt di compute noleggiato ha un costo, e quel costo cresce insieme ai modelli. L’azienda ha già firmato un accordo a lungo termine con Google e Broadcom per circa 3,5 gigawatt di capacità TPU a partire dal 2027, e ha impegnato oltre 100 miliardi di dollari con AWS nel prossimo decennio. Un chip proprio non sostituirebbe questi accordi: li affiancarebba, con un livello in più di controllo sull’hardware che fa girare Claude.
Per Samsung, la posta è diversa. La divisione foundry del gruppo sudcoreano insegue da anni TSMC, che resta il riferimento assoluto per la produzione di chip AI ad alte prestazioni. Aggiudicarsi Anthropic come cliente sarebbe una vittoria simbolica e commerciale in un momento in cui il processo SF2 ha bisogno di dimostrare di poter reggere volumi produttivi seri. I rendimenti della prima generazione del processo a 2nm sono stati segnalati intorno al 50-60% per gran parte del 2025, sotto la soglia del 70-80% considerata economicamente sostenibile dagli analisti. Samsung avrebbe molto da guadagnare anche in termini di reputazione, non solo di fatturato. Google sta valutando Samsung per una parte della produzione futura delle sue unità TPU. Tesla ha già affidato al gruppo sudcoreano la produzione di chip di prossima generazione.
La mossa di Anthropic arriva a una settimana dalla presentazione da parte di OpenAI del suo chip di inferenza personalizzato, Jalapeño, sviluppato con Broadcom. Google ha i TPU, Amazon ha Trainium, Microsoft ha Maia, Meta sta costruendo il proprio silicio. Anthropic era rimasto l’unico grande lab AI ancora interamente dipendente dall’hardware altrui. Interpellata da TechCrunch, l’azienda ha risposto che uno stack hardware diversificato che include chip di Google, Amazon e Nvidia resterà centrale alla sua strategia. Sul dossier Samsung, nessun commento aggiuntivo. Se le trattative dovessero concretizzarsi, Samsung si troverebbe a competere con TSMC su uno dei clienti più visibili del settore — e Anthropic a costruire un pezzo di autonomia che, fino a ieri, non aveva mai considerato necessario.
