Anthropic ha annunciato una nuova funzione di modalità vocale su Claude

Sarà disponibile inizialmente solo in inglese e permetterà di interagire a voce con l’AI tramite iOS e Android a partire dalle prossime settimane

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Anthropic ha annunciato una nuova funzione di modalità vocale su Claude

La corsa all’intelligenza artificiale si gioca sempre meno soltanto sulla potenza dei modelli e sempre di più sull’esperienza degli utenti. È in questo contesto che si inserisce l’ultimo aggiornamento annunciato da Anthropic, che ha deciso di potenziare in modo significativo la modalità vocale di Claude. La novità, riportata da TechCrunch e confermata anche da The Verge, consente agli utenti di scegliere quale modello utilizzare durante una conversazione parlata, passando tra Opus, Sonnet e Haiku, le tre principali famiglie di modelli sviluppate dall’azienda. Fino a oggi la modalità vocale era limitata al modello Haiku, progettato per garantire rapidità nelle risposte. Con l’aggiornamento, invece, gli utenti possono privilegiare modelli più sofisticati quando hanno bisogno di affrontare attività complesse, mantenendo la naturalezza della conversazione.

Si tratta di un passo strategico nella competizione tra i grandi protagonisti dell’AI, che ormai non si confrontano soltanto sulle prestazioni nei benchmark, ma cercano di conquistare gli utenti attraverso assistenti sempre più capaci di dialogare in modo spontaneo. Solo poche settimane fa OpenAI aveva aggiornato la modalità vocale di ChatGPT con nuovi modelli conversazionali, mentre Google continua a investire nello sviluppo di Gemini Live. Anthropic risponde ora con un aggiornamento che punta a ridurre il divario nell’interazione vocale, un segmento destinato a diventare centrale nei prossimi anni.

La novità non riguarda soltanto la possibilità di scegliere il modello. Claude è ora in grado di mantenere conversazioni più lunghe e articolate, passando senza interruzioni dalla voce al testo e viceversa. Gli utenti possono cambiare modello anche durante la stessa conversazione, scegliendo ad esempio Haiku per ottenere risposte rapide oppure Opus quando è necessario affrontare problemi più complessi, analizzare documenti o sviluppare idee articolate. Secondo TechCrunch, il sistema seleziona automaticamente il modello utilizzato nell’ultima conversazione testuale e, se necessario, ne attiva la versione più veloce per garantire un’esperienza fluida.

L’aggiornamento amplia anche le possibilità di utilizzo quotidiano. Durante una conversazione vocale Claude può aiutare a scrivere presentazioni, organizzare progetti, rivedere documenti, pianificare riunioni e sviluppare idee di business, sfruttando le integrazioni con servizi come Gmail, Google Calendar, Slack, Canva e Notion. L’obiettivo è trasformare l’assistente in uno strumento di produttività che accompagni l’utente durante la giornata senza obbligarlo a utilizzare tastiera e schermo per ogni attività.

Un’altra novità significativa riguarda la disponibilità linguistica. La modalità vocale esce dalla fase beta e supporta ora numerose lingue, tra cui italiano, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, giapponese, coreano e hindi. È un passo importante perché amplia notevolmente il pubblico potenziale della funzione e permette ad Anthropic di competere su scala globale in un settore dove il supporto multilingua rappresenta ormai un requisito fondamentale.

Dietro questo aggiornamento c’è una trasformazione più ampia del mercato. Per diversi anni gli assistenti AI sono stati utilizzati prevalentemente attraverso la tastiera. Oggi, invece, la voce sta diventando una delle principali interfacce di accesso all’intelligenza artificiale, grazie ai progressi nella sintesi vocale e nella comprensione del linguaggio naturale. L’obiettivo condiviso dalle principali aziende del settore è rendere il dialogo con un assistente AI sempre più simile a una conversazione tra persone, eliminando pause innaturali, migliorando la gestione delle interruzioni e mantenendo il contesto anche durante dialoghi molto lunghi.

Il fondatore e amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha più volte sostenuto che gli assistenti AI dovranno diventare strumenti in grado di collaborare con gli utenti nello svolgimento del lavoro quotidiano, più che semplici chatbot destinati a rispondere a domande. L’aggiornamento della modalità vocale sembra andare proprio in questa direzione. Non si tratta soltanto di aggiungere una voce sintetica a un modello linguistico, ma di costruire un assistente capace di comprendere richieste complesse, ragionare, utilizzare strumenti esterni e accompagnare l’utente durante attività sempre più articolate.

La sfida tra OpenAI, Anthropic e Google si sta quindi spostando dalla semplice qualità delle risposte all’esperienza complessiva offerta dagli assistenti AI. Velocità, naturalezza della conversazione, memoria del contesto, integrazione con applicazioni esterne e supporto multilingua stanno diventando fattori decisivi tanto quanto la potenza dei modelli. È una competizione destinata ad accelerare nei prossimi mesi e che potrebbe ridefinire il modo in cui milioni di persone interagiranno ogni giorno con l’intelligenza artificiale.

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