OpenAI e Anthropic, i due colossi statunitensi dell’intelligenza artificiale, sono impegnate in una battaglia senza esclusione di colpi per conquistare il mercato enterprise, offrendo alle società di private equity condizioni sempre più vantaggiose. L’obiettivo? Creare joint venture da miliardi di dollari per diffondere rapidamente i loro strumenti AI in centinaia di aziende private già controllate da fondi di investimento.
In questo contesto OpenAI punta a una partnership da 10 miliardi, mentre Anthropic tratta con Blackstone, Hellman & Friedman e Permira per un accordo da circa un miliardo. Secondo fonti vicine alle trattative, queste alleanze potrebbero alleggerire i costi iniziali di personalizzazione dei modelli e preparare il terreno per le future quotazioni in borsa, previste per la seconda metà del 2026 per entrambe le aziende. Non tutti, però, sono convinti. Alcuni fondi, come Thoma Bravo, hanno già declinato l’offerta, sollevando dubbi sulla redditività a lungo termine di queste collaborazioni. Nonostante ciò, la corsa continua, e Anthropic, in particolare, sta guadagnando terreno tra le grandi imprese, con una crescita annuale che è aumentata di dieci volte e una quota di mercato enterprise che ha superato il 40%, contro il 27% di OpenAI.
Nel 2026, OpenAI prevede ricavi per 25 miliardi di dollari, mentre Anthropic punta a 26 miliardi, con una strategia sempre più focalizzata su contratti enterprise e soluzioni su misura. Mentre la competizione si fa sempre più serrata, entrambi i giganti sembrano concordare sulla convinzione che il futuro dell’AI passerà attraverso le partnership con il private equity e la capacità di integrarsi nei processi aziendali.
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