Maksym Murashkovskyi, biatleta ucraino ipovedente, ha conquistato la medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 grazie a un allenatore insolito: ChatGPT. L’atleta, 25 anni, ha rivelato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per metà del suo piano di allenamento negli ultimi sei mesi, sfruttandola come “coach, psicologo e medico”. Una scelta dettata anche dalla complessa situazione in Ucraina, dove molti atleti, a causa della guerra, non possono contare su strutture e supporto costante. “È una tecnologia rivoluzionaria”, ha dichiarato Murashkovskyi, sottolineando come l’AI abbia permesso di allenarsi in modi nuovi.
Secondo Klaus Höllrigl, tecnico di riferimento nel biathlon paralimpico, l’AI non potrà mai sostituire completamente gli allenatori umani perché “manca la capacità di percepire segnali sottili, come un’espressione del viso o una leggera zoppia, che un coach esperto coglie in una frazione di secondo”. Tuttavia, l’AI si conferma uno strumento prezioso, soprattutto per atleti con risorse limitate, offrendo supporto costante e personalizzato. Il mercato globale dell’AI applicata allo sport, del resto, è in forte crescita e si prevede un aumento del 310% entro il 2034, passando da 1,22 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 5 miliardi.
La medaglia di Murashkovskyi, oltre a essere un successo sportivo, diventa così un simbolo di come la tecnologia stia ridefinendo i confini della preparazione atletica. L’Ucraina, seconda nel medagliere con 10 podi, dimostra che l’innovazione può essere una risorsa anche nelle situazioni più difficili.
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