Alibaba prepara modelli da 10.000 miliardi di parametri e un nuovo chip per sfidare Nvidia

L’obiettivo dichiarato da Alibaba è soprattutto quello di costruire sistemi capaci di affrontare compiti più complessi e con orizzonti temporali più lunghi, avvicinandosi alla prospettiva dell’intelligenza artificiale generale e, nelle ambizioni espresse dall’azienda, dell’ASI, l’intelligenza artificiale superiore alle capacità umane

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Alibaba prepara modelli da 10.000 miliardi di parametri e un nuovo chip per sfidare Nvidia

Alibaba vuole spingere ancora più avanti il confine dell’intelligenza artificiale. Il colosso cinese ha annunciato un piano che punta allo sviluppo di modelli AI con una scala compresa fra 5.000 e 10.000 miliardi di parametri, accompagnandolo con un nuovo chip proprietario e con un enorme programma di espansione dei data center. L’annuncio è arrivato il 22 settembre durante la conferenza annuale Apsara di Alibaba Cloud a Hangzhou e rappresenta una nuova tappa nella competizione tra i grandi gruppi tecnologici per costruire sistemi AI sempre più capaci. Secondo quanto riferito da Reuters, il progetto riguarda le future generazioni della famiglia Qwen, mentre Qwen 4 è già in fase di addestramento. Le versioni Qwen 4.5 e Qwen 5 sono invece quelle per cui Alibaba prevede una scala fino a 10.000 miliardi di parametri.

Il numero è difficile da visualizzare, ma il confronto con il modello attuale aiuta a comprenderne la dimensione. Qwen 3.8 Max dispone di circa 2.400 miliardi di parametri, secondo Alibaba. Arrivare a 5.000-10.000 miliardi significherebbe quindi sviluppare modelli con un numero di parametri da circa due a quattro volte superiore. I parametri sono le variabili che un modello modifica durante l’addestramento e rappresentano, in modo molto semplificato, una misura della sua scala. Non significa però che un modello con quattro volte più parametri sia automaticamente quattro volte più intelligente. Le prestazioni dipendono anche dall’architettura, dalla qualità dei dati, dai metodi di addestramento e dall’efficienza con cui il sistema utilizza le proprie risorse. L’obiettivo dichiarato da Alibaba è soprattutto quello di costruire sistemi capaci di affrontare compiti più complessi e con orizzonti temporali più lunghi, avvicinandosi alla prospettiva dell’intelligenza artificiale generale e, nelle ambizioni espresse dall’azienda, dell’ASI, l’intelligenza artificiale superiore alle capacità umane.

Per sostenere questa crescita non basta però un modello più grande. Servono enormi quantità di potenza di calcolo ed è qui che entra in gioco il secondo annuncio di Alibaba. La società ha presentato Zhenwu V900, un nuovo acceleratore AI sviluppato dalla divisione T-Head. Secondo l’amministratore delegato Eddie Wu, il chip offre prestazioni circa tre volte superiori rispetto al precedente Zhenwu M890 e può essere organizzato in cluster fino a 500.000 unità, destinati all’addestramento e all’esecuzione dei modelli AI più avanzati. La produzione di massa e la commercializzazione sono previste per il primo trimestre del 2027. Alibaba ha definito il V900 il chip AI più potente sviluppato finora in Cina, una valutazione che va naturalmente letta come una dichiarazione dell’azienda e non come una certificazione indipendente delle prestazioni.

Il progetto ha anche una forte dimensione industriale e geopolitica. La Cina sta cercando di ridurre la propria dipendenza dai processori AI progettati negli Stati Uniti, in un contesto segnato dalle restrizioni statunitensi sulle esportazioni di semiconduttori avanzati. Alibaba punta quindi a controllare una parte sempre più ampia della filiera, dai modelli Qwen ai chip T-Head, passando per il cloud e l’infrastruttura necessaria a far funzionare i sistemi. La strategia non nasce dal nulla. Nel bilancio dell’esercizio 2026 Alibaba aveva già indicato una crescita del 40% dei ricavi esterni di Alibaba Cloud nell’ultimo trimestre, mentre i prodotti legati all’AI rappresentavano il 30% di quei ricavi. La società ha inoltre dichiarato che oltre 100.000 processori Zhenwu erano già utilizzati sulla propria piattaforma cloud pubblica.

Il terzo pilastro del piano riguarda infatti l’energia e gli spazi fisici necessari per alimentare questa espansione. Alibaba Cloud ha fissato l’obiettivo di superare i 20 gigawatt di capacità globale dei data center entro il 2032. È una cifra che mostra quanto la corsa all’AI stia diventando anche una corsa alle infrastrutture. Ogni generazione di modelli più potente richiede server, memoria, reti ad alta velocità, sistemi di raffreddamento e soprattutto elettricità. Wu ha spiegato che la domanda dei clienti per il calcolo AI rimane «eccezionalmente robusta» e che la domanda dell’industria nel medio e lungo periodo supera attualmente la capacità di fornitura di Alibaba Cloud. La società sta quindi cercando di aumentare contemporaneamente la disponibilità di chip e quella dei data center.

La vera portata dell’annuncio sarà comunque misurabile soltanto nei prossimi anni. Diecimila miliardi di parametri sono per ora un obiettivo industriale, non un prodotto già disponibile, e non è detto che la semplice crescita dimensionale determini progressi proporzionali nelle capacità dei modelli. Alibaba sta però scommettendo su una direzione precisa, quella di un’AI costruita attraverso un’integrazione sempre più stretta fra software, semiconduttori e infrastruttura. Wu ha descritto la fase attuale come l’inizio di un’era di «Machine Intelligence» paragonabile, per portata, alla rivoluzione industriale. È una visione ambiziosa e ancora tutta da verificare. Ma il messaggio lanciato da Hangzhou è concreto.


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