Alibaba ha svelato Qwen3.8-Max: il suo modello AI più grande di sempre da 2,4 trilioni di parametri

Il modello si avvicina per dimensioni al modello Kimi di Moonshot e rappresenta un significativo passo avanti per Alibaba nel settore dell’AI

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Alibaba ha svelato Qwen3.8-Max: il suo modello AI più grande di sempre da 2,4 trilioni di parametri

Il gigante cinese dell’e-commerce Alibaba ha appena svelato il suo modello AI più potente mai realizzato, un sistema che non solo segna un salto tecnologico senza precedenti per l’azienda ma che si posiziona anche come uno dei più avanzati al mondo. Con 2,4 trilioni di parametri, il nuovo Qwen3.8-Max si avvicina pericolosamente alle dimensioni del modello Kimi sviluppato da Moonshot, il principale competitor cinese in questa nuova era dell’intelligenza artificiale. La notizia, diffusa da Reuters, arriva in un momento in cui la Cina sta dimostrando di voler giocare un ruolo da protagonista assoluto nel settore, non solo come mercato di consumo ma anche come polo di innovazione tecnologica.

Qwen3.8-Max non è solo un numero impressionante di parametri, ma rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti. Secondo quanto riportato dalle fonti, il modello supera di gran lunga le capacità dei precedenti sistemi sviluppati da Alibaba e si colloca tra i più potenti al mondo, eguagliando quasi le dimensioni di Kimi. Un traguardo che, se confermato, potrebbe ridefinire gli equilibri nel panorama globale dell’AI, dove la Cina sta dimostrando di poter competere ad armi pari con gli Stati Uniti e l’Europa.

Nel mondo dell’AI, il numero di parametri è spesso usato come metro di misura della potenza di un modello. Più parametri significa una capacità maggiore di apprendimento, comprensione del linguaggio e generazione di contenuti complessi. Con 2,4 trilioni di parametri, Qwen3.8-Max si piazza tra i sistemi più grandi mai sviluppati, avvicinandosi ai vertici attualmente occupati da modelli come Kimi di Moonshot. Una dimensione che, secondo gli esperti, permette di affrontare compiti che fino a oggi erano appannaggio solo dei laboratori più avanzati, come la gestione di dataset enormi, la traduzione simultanea di lingue rare e l’analisi di dati scientifici su larga scala.

Un portavoce di Alibaba ha dichiarato a Reuters che il nuovo modello è stato progettato per essere “più efficiente, più veloce e più accessibile” rispetto ai competitor diretti, pur mantenendo un livello di prestazioni senza precedenti. “Vogliamo rendere l’AI uno strumento quotidiano per aziende e utenti finali”, ha affermato la società in una nota ufficiale, sottolineando come la tecnologia sia già stata integrata in alcuni servizi cloud dell’azienda. Una mossa che, se avrà successo, potrebbe accelerare l’adozione di soluzioni AI avanzate in settori come il commercio elettronico, la sanità e la finanza.

La mossa di Alibaba non è isolata. La Cina sta investendo massicciamente nel settore dell’AI, con piani che prevedono oltre 52 miliardi di dollari di investimenti nei prossimi tre anni. Solo nel 2025, aziende come Alibaba e Baidu hanno iniziato a utilizzare chip proprietari per addestrare i propri modelli, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e accelerando lo sviluppo di soluzioni locali. Una strategia che riflette la volontà di Pechino di controllare una tecnologia sempre più strategica, soprattutto in un contesto geopolitico in cui la competizione per la supremazia tecnologica è sempre più serrata.

Secondo quanto riportato da Reuters a luglio, il governo cinese starebbe valutando restrizioni sull’export dei suoi modelli AI più avanzati, temendo che possano essere utilizzati per scopi militari o di sorveglianza. Una mossa che, se attuata, potrebbe avere ripercussioni globali, limitando l’accesso a tecnologie che stanno diventando sempre più centrali in settori come la difesa, la sicurezza e l’economia.

Nel frattempo, Moonshot, il principale competitor di Alibaba in questa sfida, ha recentemente stretto un accordo con Nvidia per l’utilizzo di 20.000 chip dedicati all’addestramento dei suoi modelli. Un segnale chiaro: la Cina non vuole restare indietro, e sta giocando la sua partita con risorse e ambizioni senza precedenti. Wang Xiaochuan, CEO di Moonshot, ha dichiarato in un’intervista di inizio anno che “i modelli più grandi non sono solo una questione di numeri, ma di capacità di risolvere problemi reali. Secondo Wang, l’AI sta entrando in una nuova fase, quella dell’“era degli agenti autonomi, dove i sistemi saranno in grado di prendere decisioni e agire senza bisogno di input umani costanti.

Il lancio di Qwen3.8-Max non è solo una notizia per gli addetti ai lavori. Per le aziende, questo modello potrebbe significare la possibilità di automatizzare processi complessi, come la gestione di grandi dataset, la creazione di contenuti personalizzati su scala industriale e l’assistenza nella ricerca scientifica. Un’opportunità che, se sfruttata al meglio, potrebbe rivoluzionare settori come la logistica, la sanità e la finanza.

Per gli utenti finali, invece, potrebbe significare servizi più intelligenti e personalizzati. Alibaba ha già annunciato che integrerà Qwen3.8-Max nei suoi servizi cloud, aprendo la strada a nuove applicazioni che vanno dal commercio elettronico alla sanità. Un passo avanti che, se realizzato, potrebbe rendere l’AI ancora più accessibile e utile nella vita quotidiana.

La Cina, da questo punto di vista, sta cercando di bilanciare innovazione e controllo. Mentre il governo spinge per lo sviluppo di un’industria AI nazionale forte, le autorità stanno anche lavorando a nuove leggi per regolamentare l’uso di queste tecnologieUn equilibrio difficile, ma necessario per evitare che la corsa all’AI diventi una corsa senza freni.

Il lancio di Qwen3.8-Max da parte di Alibaba segna un punto di svolta non solo per l’azienda, ma per l’intero panorama tecnologico cinese. Con un modello che si avvicina ai vertici mondiali, la Cina dimostra di essere pronta a competere ad armi pari con gli Stati Uniti e l’Europa, se non addirittura a superarli in alcuni ambiti.

Il futuro dell’AI non sarà scritto solo nei laboratori della Silicon Valley, ma anche nei centri di ricerca di Pechino, Shanghai e Shenzhen. E con Qwen3.8-Max, Alibaba ha appena alzato la posta in gioco. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri globali in un settore destinato a cambiare per sempre il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo.


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