Ogni giorno, in Italia, più di due lavoratori muoiono sul lavoro. Nel 2025 l’INAIL ha registrato 416.900 denunce di infortunio e 1.093 decessi, con le costruzioni che si confermano il settore più esposto, sia per frequenza che per gravità degli incidenti.
Sono numeri che resistono da anni, impermeabili alle norme, agli obblighi formativi, ai documenti di sicurezza. Ma qualcosa, finalmente, potrebbe cambiare davvero. A Firenze, nella sede dell’Ordine degli Architetti, si è tenuto un convegno dedicato a un approccio radicalmente nuovo: portare l’intelligenza artificiale direttamente in cantiere, non come gadget tecnologico, ma come strumento concreto di prevenzione. Il progetto si chiama P.I.A.S.L.L. — Progetto di Intelligenza Artificiale di Sicurezza nei Luoghi di Lavoro — ed è stato ideato dall’architetto fiorentino Massimo Bonechi. Il messaggio che ha aperto i lavori è disarmante nella sua semplicità: “È possibile sbagliare lavorando, mettere a rischio la propria vita e quella degli altri, no”.
Il sistema immaginato da Bonechi non punta a sostituire l’uomo, ma ad affiancarlo nei momenti critici. Attraverso l’integrazione di tecnologie come il BIM (la modellazione digitale degli edifici), i sensori IoT e gli algoritmi di analisi predittiva, il progetto mira a collegare in tempo reale lavoratori, responsabili della sicurezza e coordinatori, usando immagini, audio e dispositivi digitali per segnalare un pericolo prima che diventi un incidente. Secondo lo studio Work Safety in Construction and the Impact of AI, l’adozione di soluzioni basate su AI ha già contribuito a una riduzione degli infortuni fino al 35% nei grandi cantieri europei dove è stata applicata. Non a caso, il Piano nazionale per la sicurezza sul lavoro 2026, varato con il Decreto n. 20, punta esplicitamente sull’AI per incrociare i dati di INAIL, INL e ASL e inviare gli ispettori dove il rischio è reale, segnando il passaggio dalla prevenzione teorica tradizionale a quella predittiva.
C’è poi un aspetto spesso trascurato: la lingua. I dati INAIL mostrano che nei cantieri edili circa un terzo delle denunce di infortunio riguarda lavoratori stranieri, con un incremento del 13,4% tra i lavoratori extra-UE nel biennio 2022-2024, in controtendenza rispetto al calo registrato tra i lavoratori italiani. Il progetto P.I.A.S.L.L. affronta anche questo nodo, puntando a fornire indicazioni operative in più lingue, perché una norma di sicurezza incomprensibile è come se non esistesse. Come sottolinea Filippo Bittante, amministratore delegato di Sinergo spa, le soluzioni AI stanno permettendo “ai tecnici di dedicare tempo alla formazione e alla sicurezza in campo”, liberandoli dalla burocrazia per fare ciò che conta davvero. La sfida, dunque, non è solo tecnologica, ma culturale. L’AI può dare una risposta immediata a chi si trova davanti a un rischio, ma solo se chi lavora in cantiere la percepisce come un alleato, non come un controllo.
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