Sinceerly è un’estensione di Chrome che fa l’opposto di Grammarly. Prende un messaggio di posta elettronica in fase di scrittura, ci aggiunge errori di battitura, elimina le parole di troppo e restituisce qualcosa che sembra scritto da un essere umano frettoloso. L’ha creata Ben Horwitz, studente di Harvard, usando Claude di Anthropic.
“L’AI scrive troppo bene”
Le caselle di posta, come ormai anche tutti i social (in primis LinkedIn), sono piene di testi generati dall’intelligenza artificiale, riconoscibili a prima vista per la loro ‘perfezione’ grammaticale (anche se ci sono eccezioni) e per specifiche espressioni utilizzate di frequente dai modelli.
Horwitz lo sa bene. Dice di essere un pessimo dattilografo, leggermente dislessico, e quando Grammarly è arrivato lo aveva accolto con sollievo. Poi la sua inbox si è riempita di “AI slop” e, stufo di imbattersi in contenuti palesemente generati con l’AI, ha deciso di costruire lo strumento opposto.
Il termine "AI slop" è stato eletto parola dell'anno dal dizionario australiano Macquarie
Secondo il comitato del Macquarie Dictionary l'AI sta assumendo un…
Il risultato è un plugin con tre modalità. La prima, “Subtle”, elimina le parole superflue, usa le contrazioni (stiamo parlando dell’inglese) e introduce un errore nella prima riga. “Human” rende il tono più colloquiale. “CEO” è la più estrema: tutto in minuscolo, massima sintesi e, se manca la firma, aggiunge automaticamente “sent from my iPhone”. La ciliegina sulla torta. Horwitz ha annunciato la creazione del tool su X.
I made the anti-Grammarly. Mess up your emails with AI. https://t.co/R6kdTpoc0W pic.twitter.com/1AF5qrCFwT
— Ben Horwitz (@horwitzben) April 23, 2026
Un cortocircuito
Il progetto è nato come un esperimento, costruito tra una lezione e l’altra, ma fotografa – forse più di altri ‘AI humanizer’ da tempo sul mercato – qualcosa di comune e un po’ grottesco nell’uso quotidiano dell’AI.
Si scrive manualmente un prompt per ottenere dall’AI un testo ben strutturato e senza errori. Dopodiché, l’output, reputato troppo ‘perfetto’ e ‘artificiale’, viene fatto modificare all’AI stessa per nascondere l’uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura. Prima si delegano le parole a una macchina, poi si usa (talvolta pagando) la stessa o un’altra macchina per nasconderlo.
L’AI che elimina gli errori umani ha creato la domanda di un’AI che li reinserisca. E chi ha creato questa AI? L’AI stessa. Un circolo vizioso/virtuoso che di umano ha ben poco.
