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Sextortion e ghostbot, l’intelligenza artificiale e i reati online

Legal - Sicurezza Redazione 15 Giugno 2023

3 minuti

Redazione 15 Giugno 2023
3 minuti

L’era digitale e le evoluzioni dell’intelligenza artificiale hanno portato con sé numerosi vantaggi, ma anche nuove minacce per la nostra sicurezza online, come la sextortion e i ghostbot. Vediamo di cosa si tratta.

Negli ultimi anni, il progresso dell’intelligenza artificiale ha aperto la strada a nuovi tipi di reati che sfruttano questa tecnologia avanzata. In particolare, due fenomeni preoccupanti hanno attirato l’attenzione delle autorità e dei ricercatori: la sextortion e i ghostbot. Queste pratiche hanno visto un aumento esponenziale, un fenomeno che mette a rischio la privacy e la sicurezza degli utenti.

La sextortion e le immagini finte generate dall’AI

Uno dei crimini più diffusi in questo contesto è la sextortion, un’estorsione che si basa sull’uso di immagini di nudi finte, oggi generate dall’intelligenza artificiale. Gli autori di tali reati cercano di ottenere vantaggi finanziari o di altro tipo ricattando le vittime con immagini compromettenti che sembrano autentiche. Queste immagini sono create da algoritmi di deepfake, che utilizzano l’intelligenza artificiale per manipolare volti e corpi in modo realistico. La sfida per le autorità e gli esperti della sicurezza è riuscire a distinguere tra immagini reali da quelle generate artificialmente, al fine di prevenire e perseguire i responsabili di tali crimini.

I ghostbot e le reincarnazioni digitali dei morti

Un altro fenomeno per alcuni inquietante è rappresentato dai ghostbot, software che utilizzano l’impronta digitale lasciata dal defunto e i dati presenti sui social media per creare “reincarnazioni digitali” di una persona venuta a mancare. Queste rappresentazioni virtuali possono essere utilizzate per scopi fraudolenti, come ad esempio la creazione di account finti per compiere truffe o per diffondere disinformazione. Si tratta di una tipologia di reato che pone una sfida ancora maggiore, perché implica la gestione dei dati personali post-mortem.

L’allarme dell’FBI e dei ricercatori inglesi

Di fronte a questi nuovi reati online generati con l’intelligenza artificiale, l’FBI e dei ricercatori inglesi hanno lanciato un allarme, invitando le persone a proteggere i propri dati e la propria privacy.

Consigliano di prestare particolare attenzione alla condivisione di informazioni personali sensibili, soprattutto quando si tratta di foto o video intimi, evitando di inviarli o condividerli con sconosciuti o su piattaforme non sicure. Inoltre, suggeriscono di utilizzare soluzioni di sicurezza avanzate che possano individuare l’utilizzo di immagini o informazioni generate artificialmente.

La sextortion e i ghostbot sono solo due esempi dei pericoli che si nascondono dietro l’utilizzo distorto dell’intelligenza artificiale. È fondamentale che le autorità, i ricercatori e gli utenti stessi si uniscano per contrastare queste minacce, adottando politiche e tecnologie che consentano di individuare, prevenire e perseguire i responsabili di tali reati. Proteggere la privacy e i dati personali è diventato più importante che mai nella società digitale in cui viviamo.


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