Perplexity ha lanciato Portable Computer il 25 agosto 2026: una versione del suo agente AI che gira interamente su NVIDIA DGX Spark, senza passare per i server dell’azienda. Ogni task parte dal dispositivo. Il cloud entra in gioco solo se l’utente lo approva, passo per passo.
L’architettura è più complessa di un semplice modello locale. Sull’hardware girano l’orchestratore, il planner, il tool router, lo scheduler e persino l’indice di ricerca locale. Non è solo inferenza: è l’intera catena agentiva, compressa dentro un computer da scrivania. Il modello di default è Qwen 3.8 27B con quantizzazione a 3 bit, oppure PPLX 27B, la versione post-trained sviluppata internamente da Perplexity. A breve si aggiungerà anche Nemotron 3.5 Lightning di NVIDIA, con 30 miliardi di parametri. Il sistema si integra con Gmail, Google Drive, Slack, GitHub e Outlook tramite connettori preconfigurati, e isola l’esecuzione del codice in una sandbox separata.
Il DGX Spark non è hardware generico. Si basa sulla piattaforma Grace Blackwell GB10, con CPU Arm a 20 core, GPU NVIDIA e 128 GB di memoria unificata LPDDR5x, più 4 TB di storage NVMe. Le prestazioni teoriche raggiungono 1 petaflop in FP4 con sparsità. Due unità collegate tra loro via memoria condivisa possono gestire modelli di fascia frontier come DeepSeek; quattro unità arrivano a girare GLM 5.2 o Nemotron Ultra. L’installazione avviene con un solo clic dall’app Perplexity su Linux. Il supporto Windows è atteso per settembre 2026, mentre un eventuale porting su Apple Silicon non figura nella roadmap.
Sul fronte dei costi, tutto ciò che viene elaborato localmente non consuma crediti. È una differenza concreta rispetto al modello attuale, dove ogni richiesta ai server genera addebiti. Portable Computer è incluso negli abbonamenti Pro e Max, rispettivamente a 20 e 200 dollari al mese. Il costo dell’hardware è separato: il DGX Spark è un sistema per professionisti ed enterprise, non un acquisto da consumatore medio. I test interni di Perplexity mostrano un punteggio dell’82,6% su un benchmark proprietario di 53 task di knowledge work, contro il 77,6% di Pi e il 74% di Hermes, tutti con Qwen 3.8 27B sullo stesso hardware. Il risparmio in termini di tempo di elaborazione sarebbe del 61% rispetto a Hermes su ricerche web.
Per NVIDIA, Portable Computer è l’applicazione concreta che mancava al DGX Spark. Il dispositivo era disponibile da ottobre 2025, ma la barriera d’uso restava alta. La partnership con Perplexity serve a colmare quel gap, trasformando un hardware potente ma difficile da configurare in un prodotto con un caso d’uso immediato. Per Perplexity, la logica è diversa: portare il proprio agente in ambienti dove la privacy dei dati è un requisito, non un’opzione — ambiti legali, finanziari, sanitari. Un agente che non esce dal perimetro aziendale è un prodotto diverso da un assistente cloud, anche se la UI è la stessa.
Il modello locale-first non è una novità assoluta, ma la combinazione di hardware certificato, agente completo e integrazione con le app di lavoro più diffuse abbassa la soglia di adozione per le aziende che fino a oggi rimandavano. Se NVIDIA arriverà a vendere il DGX Spark con Portable Computer preinstallato — ipotesi che i dirigenti non hanno escluso — il prodotto potrebbe diventare l’entry point standard per chi vuole AI aziendale senza dipendenza dal cloud.
