Perché molte aziende tech stanno licenziando in massa?

Mille licenziamenti al giorno nel tech mondiale dall'inizio del 2024: in parte c'entra l'AI e in parte è uno strascico della pandemia

Lavoro 21 feb 2024

4 min.

Perché molte aziende tech stanno licenziando in massa?

Un’ondata di licenziamenti nel mondo del tech era già iniziata durante il 2023. Per il 2024 le aziende non sembrano intenzionate ad invertire il trend. Conti alla mano, dall’inizio dell’anno sarebbero circa 1000 i lavoratori complessivi licenziati ogni giorno dalle big tech e sono già stati annunciati tanti altri tagli. Cosa sta succedendo?

Da Twitch a Pixar

Alphabet ha in programma licenziamenti per centinaia di unità in varie divisioni, dai diversi progetti di realtà aumentata di Google ai team pubblicitari. Amazon darà il benservito al 35% dei dipendenti di Twitch, ancora non considerato redditizio dall’azienda. Microsoft darà l’addio a quasi 2000 persone delle divisioni giochi. Disney Pixar taglierà un numero non specificato di dipendenti, nell’ordine di centinaia. E anche a Snapchat l’azienda accompagnerà all’uscita il 10% dei dipendenti (circa 540 lavoratori su 5400).

Nel 2023 Amazon ha licenziato 18.000 dipendenti, Microsoft 10.000, Alphabet 12.000, Meta 11.000 per un totale di circa 263.000 persone.

“Modello Sap”…o altro?

Secondo la narrazione corrente, le aziende tech stanno accelerando i moti di licenziamenti per implementare l’uso di intelligenza artificiale all’interno dei propri processi. I ridimensionamenti di personale sono visti dunque come il primo esempio di sostituzione su larga scala della forza lavoro umana in favore dei modelli generativi che possono fare il lavoro umano in meno tempo e senza costi.

La correlazione è certamente vera, ma solo in parte. Le big tech sono impegnate (di certo prima di molte altre aziende) nell’integrazione dell’AI ad ogni livello delle fasi del lavoro, che in larga parte oggi comprende proprio la creazione e la commercializzazione di modelli AI. Le nuova possibilità di automatizzazione dei processi senza dubbio ha un peso importante e diverse aziende tecnologiche hanno in effetti ammesso grandi rivoluzioni aziendali legate a doppio filo all’AI. Ѐ il caso dell’azienda tedesca Sap che a gennaio ha annunciato, in favore dell’AI, una ristrutturazione totale che interesserà 8000 lavoratori, per i quali è stato anche proposto l’allontanamento volontario concordato con l’azienda.

Ma il “modello Sap” non è generalizzato e sarebbe sbagliato ricondurre interamente all’intelligenza artificiale un’esplosione di licenziamenti così imponenti. Anche perché le aziende, mentre licenziano, assumono: proprio in funzione di rafforzarsi sul territorio AI aziende come Salesforce, Meta e Google hanno aperto centinaia di posizioni per esperti in intelligenza artificiale negli ultimi mesi.

Pandemia ed errori di giudizio

I licenziamenti sono parte di una riconfigurazione generale che ha origine nella coda del periodo pandemico. Durante la pandemia, molte tra le big tech si erano convinte che il mondo si avviava verso una crescita esponenziale degli strumenti digitali, nel lavoro e nel privato. Per fronteggiare questa nuova prevista “età dell’oro” avevano assunto un gran numero di dipendenti. Dopo la fine della pandemia, però, questa visione si è molto ridimensionata. Recessione, inflazione, tassi non ancora scongiurati, una enorme frenata nel modello smart working hanno reso ovvio in pochi anni che le compagnie tech avevano fatto male i conti.

La domanda di prodotti e servizi digitali è rimasta costante ma non è esplosa come previsto. Dunque, a partire dal 2021 le aziende hanno dovuto, in un’immersione di realismo, comprendere che si erano ritrovate in molti casi con ben più dipendenti di quelli necessari. Mark Zuckerberg è stato uno dei primi a parlare pubblicamente della necessità di riorganizzare le aziende attorno ad una visione costi-benefici ancora più stringente. In una lettera inviata agli investitori all’inizio del 2023 il CEO di Meta parlava dei 12 mesi successivi chiamandoli “l’anno dell’efficienza“.

Big tech di domani

I primi mesi del 2024 hanno rivelato che il periodo dell’efficienza si rivelerà per tutte le grandi aziende più lungo del previsto. Ma al tempo stesso quella che da fuori appare come una brutale “grande epurazione” non deve necessariamente spaventare.

Mentre le aziende si riposizionano modificando la quantità del loro personale, molti lavoratori si ritroveranno sul mercato contesi dalle aziende giovani, le big tech di domani, che da mesi nascono senza sosta attorno alle possibilità commerciali infinite offerte dalle intelligenze artificiali.


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