Durante l’ATx Summit di Singapore, il più importante appuntamento tecnologico del Sud-Est asiatico, OpenAI ha formalizzato un memorandum d’intesa con il Ministero dello sviluppo digitale e dell’informazione della città-stato, annunciando l’apertura del suo primo Applied AI Lab al di fuori degli Stati Uniti.
L’iniziativa, battezzata OpenAI for Singapore, prevede un investimento di oltre 300 milioni di dollari singaporiani, circa 235 milioni di dollari statunitensi, e la creazione di circa 200 posti di lavoro tecnici nei prossimi anni. Non si tratta di una semplice sede distaccata, perché il laboratorio sarà un hub globale per i cosiddetti Forward-Deployed Engineers, cioè profili altamente specializzati che lavorano direttamente con le aziende per trasformare la ricerca in soluzioni concrete e applicabili. Denise Dresser, Chief Revenue Officer di OpenAI, ha spiegato la scelta con parole nette: “Singapore ha talenti tecnici di alto livello, istituzioni affidabili e una chiara ambizione di usare l’AI per la crescita a lungo termine e per migliorare la vita delle persone.”
La scelta di Singapore non è casuale. La stabilità politica del paese, le infrastrutture digitali avanzate, le politiche favorevoli alle imprese e l’accesso ai mercati del Sud-Est asiatico ne hanno fatto negli ultimi anni una destinazione privilegiata per gli investimenti globali nell’AI. Il nuovo laboratorio segue l’apertura di un ufficio OpenAI a Singapore nel 2024, nato per supportare clienti e partner nella regione Asia-Pacifico, e si inserisce in una strategia più ampia che vede già presenti nella città-stato colossi come Amazon AWS, Microsoft e Google DeepMind. Proprio il 20 maggio, in parallelo all’annuncio di OpenAI, anche Google ha firmato una National AI Partnership con Singapore, concentrata su educazione, sanità e ricerca scientifica, a conferma di come la città-stato stia diventando il campo di battaglia privilegiato per la corsa globale all’AI.
Il progetto non si limita alla costruzione di infrastrutture. Il laboratorio supporterà anche iniziative allineate alle priorità nazionali singaporiane, con particolare attenzione a servizi pubblici, finanza, sanità e infrastrutture digitali. OpenAI lancerà inoltre un programma di formazione per ingegneri software di metà carriera, con l’obiettivo di creare una nuova generazione di specialisti nel deployment dell’AI, e aprirà una sezione locale della OpenAI Academy in collaborazione con le università del paese.
Questa mossa segnala un cambiamento strategico significativo. OpenAI non vuole soltanto vendere i propri prodotti in Asia, ma radicarsi fisicamente in uno degli ecosistemi digitali più densi e dinamici del mondo. Per un’azienda che punta a diventare l’infrastruttura globale dell’AI, costruire fiducia e presenza locale, partendo da Singapore, è una delle scommesse più importanti degli ultimi anni.
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