OpenAI Presence: agenti AI in azienda, Google arranca su Gemini 3.5 Pro

OpenAI ha lanciato Presence, una piattaforma enterprise per agenti AI vocali e testuali già usata sul proprio supporto telefonico con il 75% di risoluzione automatica. Intanto Google difende la sua strategia dopo il ritardo di Gemini 3.5 Pro, puntando su Flash e promettendo Gemini 4 con rilasci quasi mensili.

Innovazione - Mercato 24 lug 2026

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OpenAI Presence: agenti AI in azienda, Google arranca su Gemini 3.5 Pro

OpenAI Presence è disponibile dal 22 luglio 2026: una piattaforma enterprise che permette alle grandi organizzazioni di mettere in produzione agenti AI per voce e chat, con politiche di controllo definite dall’azienda cliente, guardrail integrati e regole di escalation verso operatori umani. Non è un prodotto self-service. Ogni deployment viene gestito dagli ingegneri di OpenAI e da system integrator selezionati.

Il funzionamento è strutturato per compito singolo. Ogni agente riceve un perimetro preciso: gestire richieste di fatturazione, sinistri assicurativi o ticket IT interni, con accesso solo ai sistemi strettamente necessari. Le aziende definiscono cosa l’agente può fare autonomamente, quando deve chiedere approvazione e quando deve passare la palla a una persona. Dopo il lancio, entra in gioco Codex, l’agente di programmazione di OpenAI, che analizza le sessioni di produzione e le escalation, propone aggiornamenti al comportamento dell’agente e li sottopone al team umano per approvazione prima di qualsiasi rilascio in produzione.

OpenAI usa Presence internamente sul proprio supporto telefonico in lingua inglese. I numeri dichiarati dall’azienda: il sistema risolve il 75% delle chiamate in entrata senza intervento umano, e il loop di miglioramento alimentato da Codex ha ridotto i passaggi a operatori del 15 punti percentuali in dieci giorni. Sono cifre misurate da OpenAI su OpenAI, da trattare con il filtro opportuno, ma danno l’idea della scala di automazione a cui punta il prodotto. Tra i primi partner dichiarati c’è BBVA Mexico, dove il team AI sta esplorando agenti di assistenza clienti nel settore finanziario.

Mentre OpenAI consolida la sua presenza enterprise, Google affronta una settimana difficile. Gemini 3.5 Pro, il modello flagship annunciato al Google I/O con promessa di rilascio a giugno, non è ancora disponibile al pubblico. Secondo Bloomberg, citato da più fonti, il problema riguarda le performance sul codice: i risultati interni continuano a essere al di sotto delle aspettative, soprattutto se confrontati con i modelli equivalenti di OpenAI e Anthropic. Google avrebbe persino reimpostato e aggiornato i dati di addestramento a fine giugno, senza miglioramenti sufficienti. L’azione Alphabet ha perso circa il 9% da fine aprile.

Nell’earnings call del 22 luglio, Sundar Pichai ha scelto di non soffermarsi sul ritardo. Ha parlato di Gemini Flash, il modello più economico e rapido che alimenta applicazioni in cybersecurity, customer service e analisi dati, e ha citato Gemini 3.6 Flash, rilasciato quella settimana, con un miglioramento di oltre 10 punti su un benchmark di coding rispetto alla versione precedente a parità di token. Google ha anche presentato Gemini 3.5 Flash-Lite e un modello specializzato per la sicurezza informatica, Gemini 3.5 Flash Cyber. Gemini 3.5 Pro rimane in test con partner selezionati, senza data di rilascio confermata. Pichai ha spostato l’attenzione su Gemini 4, descritto come un progetto ambizioso, con rilasci programmati a cadenza quasi mensile.

Il confronto tra le due settimane dei due principali player AI dice qualcosa di concreto sullo stato del mercato. OpenAI porta in produzione un prodotto enterprise chiavi in mano, con dati di performance propri ma misurabili, e lo fa mentre Google difende una roadmap che scivola. Se Pichai manterrà la promessa di Gemini 4 con cadenza mensile, il ritardo attuale potrebbe ridimensionarsi rapidamente. Se invece il modello flagship continuerà ad accumulare mesi, il margine che OpenAI e Anthropic stanno costruendo nelle valutazioni dei CIO potrebbe diventare difficile da recuperare.


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