OpenAI ha presentato GPT-Rosalind, il suo primo modello di intelligenza artificiale progettato specificamente per le scienze della vita. Il suo obiettivo è accelerare le fasi più lente e analiticamente impegnative della scoperta scientifica, dalla sintesi delle evidenze alla generazione di ipotesi, dalla pianificazione degli esperimenti all’interpretazione di dati biologici complessi. Il nome non è casuale, ma un chiaro omaggio Rosalind Franklin, la chimica britannica il cui lavoro fu determinante per svelare la struttura del DNA.
I risultati dei test svelati dall’azienda sono notevoli. Su BixBench, il principale benchmark per la bioinformatica, il modello ha raggiunto un tasso di risposta corretta dello 0,751. In un test condotto con Dyno Therapeutics su sequenze RNA inedite, mai utilizzate in fase di addestramento, GPT-Rosalind ha superato il 95° percentile degli esperti umani nelle previsioni e l’84° percentile nella generazione di sequenze.
L’accesso però non è libero. Il modello è disponibile solo tramite un programma ad accesso controllato e selettivo riservato ad aziende selezionate, tra cui Amgen, Moderna, l’Allen Institute e Thermo Fisher Scientific, con l’obiettivo di massimizzare l’utilità e ridurre il rischio di abusi. Joy Jiao, responsabile della ricerca sulle scienze della vita di OpenAI, ha precisato che il modello non è pensato per sostituire gli scienziati, ma per aiutarli a lavorare più velocemente.
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