OpenAI emana un “codice rosso” interno: tutte le energie su ChatGPT per resistere alla concorrenza

La concorrenza di aziende rivali insidia la posizione nel mercato di OpenAI

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OpenAI emana un “codice rosso” interno: tutte le energie su ChatGPT per resistere alla concorrenza

In un contesto di crescente concorrenza nel mercato dell’intelligenza artificiale, OpenAI ha emanato un avviso di “codice rosso” interno ai suoi dipendenti, chiedendo loro di concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo del prodotto di punta dell’azienda, ChatGPT, e sospendere momentaneamente i lavori su altri progetti. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la società diretta da Sam Altman teme la concorrenza di aziende rivali, in particolare quella di Google che lo scorso mese ha rilasciato Gemini 3, un aggiornamento del suo potente modello AI.

Secondo il rapporto, a cui OpenAI non ha ancora dato risposta ufficiale, la nota diretta ai dipendenti sottolinea la necessità di concentrarsi su velocità, affidabilità e le varie funzionalità di personalizzazione del chatbot di AI dell’azienda.

La preoccupazione espressa da OpenAI si lega ad un’ampia riflessione sul modello di business su cui si regge l’azienda. Nonostante OpenAI conti più di 800 milioni di utenti settimanali e sia valutata 500 miliardi di dollari, gli unici profitti che la società realizza derivano dagli abbonamenti premium a ChatGPT, che sono proporzionalmente pochi rispetto alla quota di utenti che utilizzano la versione gratuita.

Il timore che i guadagni non siano abbastanza per soddisfare le aspettative degli investitori sta diventando sempre più concreto. Per questa ragione, secondo alcune indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, l’azienda starebbe valutando di aprire alla comparsa di annunci pubblicitari su ChatGPT, un’opzione con cui accumulare profitti sostenuta anche dalle parole del vicepresidente di OpenAI Nick Turley, che ha definito la ricerca online come una delle maggiori aree di opportunità del prodotto.

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