OpenAI, arrestato l’ingegnere Alfozan: microspia in sala riunioni e volo per Riad

L'FBI ha arrestato Abdulrahman Alfozan, ingegnere saudita di OpenAI accusato di aver nascosto una microspia nella sala riunioni dei dirigenti a San Francisco. Aveva prenotato un volo di sola andata per l'Arabia Saudita con la famiglia.

Legal - Sicurezza 16 ott 2026

2 min.

OpenAI, arrestato l’ingegnere Alfozan: microspia in sala riunioni e volo per Riad

L’FBI ha arrestato Abdulrahman Alfozan, ingegnere di OpenAI accusato di aver nascosto un dispositivo di registrazione nella sala riunioni dei dirigenti, nella sede di San Francisco. Secondo i documenti del tribunale, aveva già prenotato per sé, la moglie e un terzo familiare un biglietto di sola andata per l’Arabia Saudita.

Alfozan ha 35 anni, è cittadino saudita e lavorava in OpenAI da luglio 2025. Il Dipartimento di Giustizia lo accusa di aver usato o tentato di usare un dispositivo per intercettare comunicazioni orali. È stato arrestato il 9 ottobre e resta in custodia. Il dispositivo, grande quanto un pollice, aveva un microfono e un sensore per una telecamera ed era nascosto in un pezzo di carta igienica. Era inserito nella porta USB sul retro di un televisore. Secondo l’accusa è stato installato intorno al 28 settembre e scoperto dal personale OpenAI il 30. I dati sulla scheda erano cifrati e non accessibili. In una borsa dell’uomo gli investigatori hanno trovato un secondo dispositivo simile, prodotto dalla stessa azienda cinese.

La parte più singolare riguarda l’uso dei chatbot. Per l’FBI, Alfozan avrebbe usato l’account ChatGPT della moglie per ottenere istruzioni su come costruire, installare e accedere da remoto al dispositivo. La moglie non è accusata. Sei settimane prima avrebbe interrogato uno strumento interno di OpenAI per capire quali sale ospitassero riunioni importanti e a quali orari. Ha scelto quella usata per discutere di ricerca riservata, piani di prodotto e incontri con funzionari governativi. OpenAI sostiene a sua volta di aver impiegato i propri modelli per analizzare il dispositivo e risalire al responsabile.

Il movente non è chiaro. Né i pubblici ministeri né l’azienda hanno fornito una spiegazione. Il direttore dell’FBI Kash Patel parla di un tentativo di catturare informazioni sulla tecnologia di “super intelligenza” e definisce la protezione di questi segreti una delle massime priorità di controspionaggio. CNBC ha scoperto che Alfozan è anche partner di Raed Ventures, fondo di venture capital di Riad che annovera tra i soci un principe della famiglia reale saudita. Il suo profilo cita esperienze in Meta, Microsoft e SAP e studi al MIT.

OpenAI ha licenziato l’ingegnere e dichiara di non avere indicazioni di accessi impropri a pesi dei modelli, codice sorgente o dati dei clienti. Ha però prove che intendesse piazzare altri dispositivi in aree sensibili degli uffici. Il caso arriva mentre l’azienda affronta anche la causa con Apple sui segreti commerciali, e conferma quanto valgano oggi le conversazioni a porte chiuse nei laboratori di IA.

Le prossime udienze diranno se emergeranno committenti o contatti esterni. Per le aziende del settore la questione pratica è già aperta: controlli fisici sugli accessi e sui dispositivi collegati alle sale dirigenziali diventano parte della sicurezza informatica.


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