Da anni il colosso dei chip statunitense Nvidia sta dominando il mercato dell’intelligenza artificiale grazie alle sue GPU, i processori usati per addestrare i modelli AI. Oggi la vera battaglia si è spostata sul versante dell’inferenza, cioè la fase in cui l’AI risponde concretamente agli utenti fornendo output. Visto il recupero di terreno da parte di alcuni rivali in questo ambito, Nvidia è ora pronta a lanciare un chip appositamente progettato per l’inferenza, una mossa che secondo il Wall Street Journal rappresenta uno scossone profondo destinato a “resettare la corsa all’AI”.
Il nuovo processore integra la tecnologia di Groq, startup statunitense specializzata in unità di elaborazione del linguaggio, basata su architetture radicalmente diverse dalle GPU tradizionali. Mentre le GPU lavorano tipicamente al 30-40% della loro capacità durante l’inferenza perché aspettano dati dalla memoria, l’architettura di Groq riesce a mantenere un utilizzo vicino al 100%. A fine 2025 Nvidia ha acquisito la tecnologia di Groq con un accordo da 20 miliardi di dollari, portando in casa anche il fondatore Jonathan Ross e il presidente Sunny Madra, in quella che è stata definita une delle più grandi acquisizioni di sempre nella storia della Silicon Valley.
Il chip sarà presentato ufficialmente alla conferenza GTC di Nvidia il 16 marzo a San Jose e il primo e più grande cliente del nuovo chip sarà OpenAI. La società di Sam Altman ha cercato per mesi alternative più efficienti alle GPU di Nvidia, avviando trattative con Cerebras e Groq, ma alla fine ha scelto di puntare sulla nuova soluzione ibrida, impegnandosi per 3 gigawatt di capacità dedicata all’inferenza. OpenAI vorrebbe usare il nuovo chip in particolare per Codex, il suo strumento di programmazione con cui compete con Claude Code di Anthropic.
Nvidia si conferma da record: 68 miliardi di dollari di ricavi registrati nell'ultimo trimestre
La cifra corrisponde al 73% in più rispetto all'anno precedente,…
