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Meta insegue i competitor: un chatbot entro inizio 2024

Innovazione - Mercato Paolo Marinoni 12 Settembre 2023

5 minuti

Paolo Marinoni 12 Settembre 2023
5 minuti

Mentre aziende tech come Google, Microsoft e OpenAI hanno fatto passi da gigante conclamati nello sviluppo di chatbot basati sull’intelligenza artificiale generativa, Meta Platforms sembrava essere rimasta indietro. Ma la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp non ha alcuna intenzione di restare a guardare e ‘annuncia’ una rincorsa che potrebbe riconfigurare le dinamiche concorrenziali nel settore.

Zuck tenta di colmare il gap

Dopo il lancio di Llama 2, l’ultimo modello linguistico open source di Meta, il CEO, Mark Zuckerberg, ha impresso una forte accelerazione ai piani dell’azienda per competere in questo mercato in rapida crescita. L’obiettivo sarebbe il lancio di un chatbot all’altezza di ChatGPT di OpenAI e Bard di Google entro i primi mesi del 2024.

Per ora, le uniche informazioni riportate dai media – Wall Street Journal in primis – si riferiscono alle mosse dietro le quinte del gruppo guidato da Zuckerberg. La società starebbe infatti realizzando i data center necessari per l’operatività del suo futuro chatbot, già in cantiere. Inoltre, per bruciare i tempi e colmare il gap accumulato, Meta starebbe investendo massicciamente nell’acquisto dei chip H100 di Nvidia, una tipologia di processore grafico che rappresenta il cuore pulsante delle applicazioni di AI generativa.

Da Llama 2 a un chatbot competitivo

Si tratta di una rincorsa a tutta velocità per rimediare al ritardo accumulato e tornare protagonisti nel settore tech. Dopo gli oltre 30 miliardi investiti (senza apparente successo) nel progetto metaverso, l’intelligenza artificiale sembra rappresentare la nuova scommessa di Zuckerberg per rilanciare Meta e il posizionamento nel mercato dell’AI conversazionale è uno step necessario in questa direzione.

Il large language model Llama 2, sviluppato e affinato negli ultimi mesi, è stato reso disponibile di recente in modalità open source anche su Microsoft Azure. Una decisione che ha offerto agli sviluppatori un modello di linguaggio di grandi dimensioni gratuito e versatile, utilizzabile in diversi ambiti, anche per lo sviluppo di nuovi chatbot.

Poi è stato annunciato Code Llama, una declinazione del modello pensata per la scrittura di codice e disponibile in tre diverse versioni, ulteriormente specializzate a seconda delle necessità. Il primo modello open source dalle prestazioni comparabili alle controparti a pagamento.

La messa a disposizione di questi LLM open source aveva quindi rappresentato un primo traguardo della società verso la sua affermazione – per quanto tardiva – nell’AI market. E ora arriva la notizia (non ufficializzata) del lancio particolarmente ravvicinato di un vero e proprio chatbot, che, nelle intenzioni dell’azienda, sarà in grado di competere con i leader del settore: ChatGPT e Bard, ma anche – in termini di prestazioni – con Bing di Microsoft e Claude 2 di Anthropic. Per ora non sono trapelati ulteriori dettagli e le informazioni a disposizione derivano esclusivamente da fonti informate, ma non ufficiali.

Gli altri progetti di Meta

Il lancio di un chatbot fa notizia ed è roboante, soprattutto con la frenesia da AI accesa ormai quasi un anno fa dalla pubblicazione di ChatGPT. È pur vero, però, che Meta AI – branch che si occupa, come intuibile, dello sviluppo di soluzioni intelligenti – ha presentato nel corso dei mesi prodotti che sono passati in sordina. Tra gli ultimi, il servizio musicale AudioCraft e il modello di traduzione multimodale SeamlessM4T.

Recente, poi, è la notizia relativa all'”imminente” lancio di chatbot con diverse personalità e più risalente quella sugli sforzi social per l’ottimizzazione ed evoluzione creativa delle piattaforme. Possibili nuovi annunci potrebbero giungere nel corso del prossimo Meta Connect, in programma per il 27 e 28 settembre.

L’azienda punta dunque a ritagliarsi una fetta importante in un mercato che sta registrando una crescita esponenziale. Il chatbot in arrivo nel 2024 dovrà quindi dimostrare di poter competere ad armi pari con i modelli di punta sviluppati dalle altre big tech, offrendo capacità all’avanguardia, soprattutto per gli utilizzi business e aziendali.


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