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Intelligenza artificiale generativa: le sfide dei big

7 minuti

Paolo Marinoni 17 Aprile 2023
7 minuti

Non c’è solo ChatGPT. Il mercato dell’intelligenza artificiale generativa è infatti in forte espansione, così come la competizione da questo generata. A livello globale, diversi colossi tech stanno investendo sempre di più nella tecnologia che sta cambiando il mondo.


L’intelligenza artificiale generativa sta guadagnando sempre più attenzione, soprattutto dopo il lancio di ChatGPT da parte di OpenAI e di altri chatbot sviluppati dai suoi principali competitor.

Le ultime stime di Market.US prevedono per il mercato dell’intelligenza artificiale un valore globale pari a 168,2 miliardi di dollari entro il 2032. E, nonostante le preoccupazioni espresse da diversi esperti e leader del settore, tra cui Elon Musk (che ha però deciso di investire ulteriormente sull’intelligenza artificiale), e le decisioni di alcuni regolatori, come il Garante della privacy italiano – che ha messo al bando ChatGPT, per poi concedere a OpenAI un’ultima possibilità – le più grandi aziende tecnologiche continuano a investire in questo settore.

Chi sono i principali player in campo?

  • Microsoft punta e investe su OpenAI, integrando la sua tecnologia in Bing e Copilot, ma non solo
  • Google rincorre Microsoft presentando Bard, basato su LaMDA, investendo in Anthropic (Claude) e tentando nuove strade
  • Amazon presenta Bedrock, che è basato su Titan e che sarà disponibile in Aws
  • La cinese Alibaba ha presentato Tongyi Qianwen, risposta a ChatGPT
  • Sempre in Cina, Baidu ha reso pubblico il suo Ernie Bot
  • Tencent starebbe lavorando a un proprio chatbot, che potrebbe essere integrato in WeChat

Gli investimenti di Microsoft

Tra i principali attori mondiali, Microsoft si è assicurata un vantaggio nella corsa all’intelligenza artificiale generativa grazie al suo investimento di 10 miliardi di dollari in OpenAI, la società sviluppatrice di ChatGPT.

Questa decisione ha permesso all’azienda fondata da Bill Gates di integrare il noto chatbot – già nella sua versione GPT-4 (seppur limitata) – nel suo motore di ricerca Bing. Un servizio che ha permesso al motore di ricerca di ‘tornare alla riscossa’ conquistando una fetta del mercato Search, in rapida evoluzione.

La tecnologia di OpenAI è inoltre stata utilizzata dalla società per la realizzazione di Copilot, il cui lancio è programmato per i prossimi mesi.

La rincorsa di Google

Google, che sta lavorando da anni a un suo modello di elaborazione del linguaggio naturale (LaMDA), ha adottato un approccio più cauto nello sviluppo di sistemi intelligenti. Ciò è probabilmente dovuto anche al dibattito generato lo scorso anno dall’ex ingegnere di Alphabet Blake Lemoine in merito allo ‘stato di coscienza’ del modello di linguaggio naturale LaMDA.

In seguito, a inizio febbraio, il colosso tech aveva presentato, attraverso un breve video condiviso sui social, il suo Google Bard. Si tratta di un sistema di AI generativa simile a ChatGPT, ma in grado – come Bing – di accedere a internet per reperire informazioni più aggiornate. Nel video, però, era presente un errore di contenuto che ha fatto scatenare il web e crollare il titolo in Borsa. Dopo un’attenta analisi, Google ha così deciso di rallentare e di rendere pubblico Bard con i dovuti caveat, sottolineando la natura sperimentale del prodotto.

Allo stesso tempo, però, Alphabet avrebbe investito circa 400 milioni di dollari in Anthropic, startup che ha creato Claude, un chatbot in diretta competizione con ChatGPT.

La società sta inoltre tentando nuove strade attraverso lo sviluppo di nuovi servizi, dal text-to-video a un nuovo motore di ricerca.

La ‘new entry’ Amazon

Amazon, leader nel mercato degli assistenti virtuali, ha invece annunciato il lancio di Bedrock, una piattaforma di AI generativa basata sul modello di linguaggio Titan.

Questo, però, non rappresenterebbe una risposta diretta ai chatbot di Microsoft (OpenAI) e Google, ma si tratterebbe di un servizio reso disponibile attraverso Aws. Non è difficile, però, immaginare l’integrazione di un’AI generativa in Alexa, che possa migliorare la comprensione del linguaggio naturale da parte dell’assistente vocale e aprire a una serie di possibili applicazioni.

Le proposte dalla Cina

Anche in Oriente, e specificamente in Cina, diverse aziende stanno puntando sempre di più sull’intelligenza artificiale. Tra queste, Alibaba e Baidu, le quali stanno innovando specificamente anche il settore dell’AI generativa.

Alibaba, per esempio, ha di recente annunciato lo sviluppo di una sua versione di ChatGPT, chiamata Tongyi Qianwen. Prima ancora, Baidu aveva presentato il suo Ernie Bot. ‘Alternative’ (interne) a ChatGPT che, se rilasciate in tutto il mondo, potrebbero sollevare dubbi sulla sicurezza simili a quelli generati ultimamente dalla social media app TikTok.

Regolamentazione e sfide etiche

Pur rappresentando un’opportunità globale di indubbia importanza, la crescente competizione nel campo dell’AI generativa solleva anche rilevanti sfide di ordine etico e regolamentare.

Le principali preoccupazioni riguardano la sicurezza, la privacy e l’attribuzione di responsabilità in caso di errori o problemi causati dall’intelligenza artificiale. Il Parlamento europeo sta infatti lavorando sull’AI act, su cui il Consiglio Ue ha già raggiunto una posizione comune alla fine del 2022.

Il futuro è ancora incerto, ma è innegabile che l’AI generativa stia progredendo a passo accelerato. È fondamentale quindi prepararci a gestire al meglio le opportunità e le sfide che questa rivoluzione tecnologica ci porrà davanti.


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