Litigi e iperproduzione, mentre tutti fingono di ignorare il vero problema | Weekly AI #96

Il mercato preme sull'acceleratore dell'iperproduzione, tra innovazione e intrecci politici. Ma nel frattempo tutti fingono di ignorare l'impatto incredibile che l'intelligenza artificiale è destinata ad avere sulla crisi climatica.
Litigi e iperproduzione, mentre tutti fingono di ignorare il vero problema | Weekly AI #96

Weekly AI news è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati all’intelligenza artificiale.

Il personaggio simbolo della settimana è certamente Elon Musk, il cui nome spunta a più riprese in contesti diversi. In primis colpisce la sua causa contro OpenAI, accusata di aver tradito le proprie origini no-profit violando un contratto risalente all’epoca in cui anche Musk faceva parte della partita.

Pochi giorni dopo arriva la pronta risposta di Altman con tanto di screenshot delle mail: altro che no-profit, dice, Musk propose anni fa di fondere il laboratorio con Tesla. Mentre infervorano i litigi tra i due ex amici, alcune loro vecchie conoscenze fanno parlare di sé. I fratelli Amodei infatti rilasciano Claude 3, nuova famiglia di modelli della loro Anthropic, la cui versione premium di nome Opus si presenta come l’AI più performante mai uscita, battendo anche GPT-4.

Sul mercato irrompe anche Alibaba, che rispondendo a Sora di OpenAI presenta un’intelligenza artificiale di nome EMO che anima immagini fisse con un realismo straordinario. E da casa Google colpiscono le dichiarazioni del riservato ex fondatore Sergey Brin, oggi investitore: il discusso generatore di immagini di Gemini non era stato sottoposto a test sufficienti alla sua uscita. Una testimonianza del fatto che nelle ‘sale macchine’ della Silicon Valley l’imperativo attuale è creare e presentare app AI freneticamente, anche a scapito dell’affidabilità. Nel frattempo i leader delle principali aziende tech attive a livello globale firmano una lettera in cui chiedono che l’intelligenza artificiale venga sviluppata a favore dell’umanità e si impegnano a operare in tal senso. Spicca un grande assente: proprio Musk.

Gli studi della comunità scientifica intanto procedono per cercare di dare un senso all’ondata di innovazione. Un esperimento dell’Università dell’Arkansas mostra come GPT-4 batta gli umani in test sul pensiero creativo. Ma una campagna pubblicitaria turistica dell’isola della Tasmania che gioca sugli stereotipi già conclamati dell’AI nell’opinione pubblica dimostra proprio il contrario.

Crescono le preoccupazioni dell’effetto AI sulle elezioni americane. In USA appaiono decine di foto false di Donald Trump con elettori afroamericani per influenzare i voti. Proprio Trump cerca di avvicinare un personaggio chiave del tech mondiale: esatto, sempre Musk. Gira voce che il tycoon cerchi dal proprietario di X fondi per la campagna elettorale. Musk assicura che non darà fondi a nessun candidato ma un sodalizio porterebbe benefici ad entrambi.

Ma imprenditoria e politica dovrebbero fare i conti con le questioni climatiche guardando al futuro. Preoccupa infatti un rapporto della rete mondiale di organizzazioni ambientaliste Friends of the Earth, che ribalta l’ormai conclamato luogo comune secondo cui l’AI contribuirà alla risoluzione dei problemi climatici. Anzi secondo lo studio, tra data center e fake news, l’effetto dell’AI sul clima sarà proprio quello opposto. Una inquietante conferma arriva anche dall’Arizona. La quantità di acqua che Microsoft starebbe consumando nella località di Goodyear in un anno sarebbe pari a quella necessaria per 670 famiglie nello stesso lasso di tempo. Un dato che stride con la produttività da capogiro delle aziende tech.



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