Microsoft ha presentato Majorana 2, il suo nuovo chip quantistico topologico dotato di qubit mille volte più affidabili rispetto alla generazione precedente. Un qubit è l’unità base di informazione di un computer quantistico. L’annuncio è arrivato alla conferenza per sviluppatori Build 2026 di San Francisco e ha immediatamente fatto il giro del mondo tecnologico. Il chip dispone infatti di 12 qubit, rispetto agli 8 del modello precedente, con una vita media del qubit superiore ai 20 secondi, contro i meno di 12 millisecondi del predecessore.
Una delle novità più significative riguarda anche i materiali. L’alluminio usato come superconduttore è stato sostituito con il piombo. A spiegare la scelta, il dottor Chetan Nayak, vicepresidente di Microsoft Quantum: “La protezione topologica permette di costruire qubit più affidabili senza dolorosi compromessi su dimensioni, velocità o controllabilità, anzi, questi parametri risultano addirittura migliorati”. Non è tutto: “L’AI agentica ha permeato quasi tutto quello che facciamo”, ha aggiunto Nayak, sottolineando come la piattaforma Microsoft Discovery, basata su agenti di intelligenza artificiale autonomi, abbia accelerato in modo decisivo la progettazione di nuovi materiali e dispositivi.
L’obiettivo dichiarato è costruire un computer quantistico commercialmente utile entro il 2029, dimezzando la precedente stima che puntava al 2033. Una promessa che, in un settore già abituato a grandi annunci, suona particolarmente ambiziosa. Il calcolo quantistico, basato su principi della fisica che permettono elaborazioni impossibili per i computer tradizionali, potrebbe rivoluzionare settori come la farmaceutica, la finanza, la sicurezza informatica e la ricerca scientifica. Diverse grandi aziende tecnologiche stanno correndo per sviluppare computer quantistici capaci di operare in contesti reali, convinte che questa tecnologia cambierà radicalmente il modo in cui si affrontano i problemi più complessi. Tuttavia, nessuna ha ancora dimostrato applicazioni pratiche al di là della ricerca pura.
Nel contesto del Build 2026 di San Francisco, Microsoft ha inoltre mostrato una chiara svolta strategica nel tentativo di rimpiazzare il tradizionale modo di usare il software con agenti AI capaci di eseguire compiti complessi in autonomia. Il pezzo forte è stato il Surface RTX Spark Dev Box, una workstation compatta alimentata dal chip Nvidia RTX Spark, capace di 1 petaflop di potenza AI e 128 GB di memoria unificata, abbastanza per far girare modelli da oltre 120 miliardi di parametri direttamente sul proprio computer, senza bisogno del cloud.
Il CEO Satya Nadella ha definito la macchina “l’equivalente di un data center AI per la scrivania”, ammettendo con una risata di non essere riuscito nemmeno lui a entrare in lista d’attesa. Microsoft ha anche presentato Project Solara, una famiglia di dispositivi, grandi come uno smart speaker o un badge, basati su Android, pensati non per le app tradizionali ma per ospitare agenti AI sempre connessi al cloud.
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