Da Foggia arriva una risposta inedita all’emergenza usura. Si chiama SAMI ed è un agente di intelligenza artificiale messo in campo dalla Fondazione Buon Samaritano per aiutare le famiglie in crisi finanziaria a fare il primo passo verso la legalità. Non si tratta di un semplice chatbot, ma un sistema pensato come silenzioso e anonimo tra il cittadino e la rete di volontari della Fondazione, con l’obiettivo di intercettare anche chi, per vergogna o timore, non vorrebbe mai affrontare determinate problematiche di persona.
Il cuore del progetto è infatti la riservatezza assoluta. Grazie a protocolli di crittografia e protezione dei dati, l’identità di chi interagisce con SAMI non è tracciabile nemmeno dalla Fondazione stessa. I dialoghi restano visibili esclusivamente all’organizzazione e nessun soggetto terzo, azienda tecnologica o ente esterno può accedervi, garantendo una sorta di segreto professionale digitale. Sarà l’utente, se e quando si sentirà pronto, a decidere di fare il passo successivo e contattare direttamente i volontari.
In quasi trent’anni di attività, la Fondazione ha già aiutato oltre 4.500 famiglie ed erogato prestiti per 15 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato. Numeri importanti, ma il problema è ancora vasto e il contesto sociale attuale è segnato da un aumento delle situazioni di indebitamento che colpiscono famiglie, lavoratori e imprese, esponendoli spesso al rischio di usura. Con SAMI, la Fondazione punta a raggiungere anche quella platea silenziosa che, a causa della paura del giudizio, si è finora astenuta da qualsiasi richiesta di aiuto.

L'Unicef lancia l'allarme per gli abusi sessuali su minori tramite AI e ne chiede la criminalizzazione
Nell'ultimo anno le denunce di abusi sessuali online che hanno…














