IPO del secolo: SpaceX, OpenAI e Anthropic valgono più di 25 anni di tech

Secondo il report NVCA-PitchBook, le quotazioni in borsa di SpaceX, Anthropic e OpenAI genereranno più valore di tutte le exit venture capital statunitensi dal 2000 a oggi. Un dato che ridimensiona decenni di storia tecnologica, da Google a Meta fino all'IPO di Uber.

Finanza - Mercato 15 lug 2026

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IPO del secolo: SpaceX, OpenAI e Anthropic valgono più di 25 anni di tech

SpaceX è già sbarcata in borsa a 1.770 miliardi di dollari di valutazione. Anthropic ha depositato il suo S-1 riservato alla SEC il 1° giugno 2026 puntando a una valorizzazione di almeno mille miliardi. OpenAI ha fatto lo stesso una settimana dopo, ma ora starebbe considerando di slittare al 2027. Il report NVCA-PitchBook Venture Monitor pubblicato a luglio mette tutto in prospettiva con una sola frase: le tre IPO insieme genereranno più valore di tutte le exit venture capital statunitensi dal 2000 a oggi.

I numeri spiegano perché quella frase non sia esagerazione. SpaceX ha già raccolto oltre 85 miliardi di dollari con il suo debutto a Wall Street del 12 giugno. Se Anthropic e OpenAI quotano ciascuna sopra il trilione, il trio complessivo supera i 4.000 miliardi di capitalizzazione combinata. Per dare un riferimento concreto: l’intero mercato IPO statunitense aveva raccolto appena 45 miliardi di dollari in tutto il 2025. L’IPO di Uber nel 2019, allora considerata storica con 84 miliardi di dollari, vale meno del 5% di quanto SpaceX ha già incassato da sola. Nello stesso periodo che questo dato “cancella” — dal 2000 a oggi — sono quotate Google, Tesla e Meta, sono state acquisite LinkedIn, Slack e WhatsApp per decine di miliardi ciascuna. Tutto questo messo insieme non basta.

Due fattori strutturali spiegano la scala. Il primo è che le aziende restano private molto più a lungo rispetto a vent’anni fa, accumulando valore prima di toccare i mercati pubblici. La Google del 2004 oggi probabilmente avrebbe rimandato la sua quotazione. Il secondo fattore è il costo del training dell’intelligenza artificiale: un’attività così capital-intensive ha spinto i laboratori AI verso round di finanziamento privato di dimensioni prima impensabili, gonfiando le valutazioni ben prima dell’IPO. Anthropic ha chiuso un Series H da 65 miliardi di dollari a una valutazione post-money di 965 miliardi; OpenAI a marzo 2026 valeva 852 miliardi nel mercato privato, con una crescita quasi tenfold in due anni. Il risultato è che quando arrivano in borsa, queste aziende sono già colossi.

Le differenze tra i due lab AI, però, contano. Anthropic punta a quotarsi su Nasdaq in ottobre 2026, forte di un fatturato annualizzato dichiarato di 47 miliardi di dollari e di un primo trimestre redditizio in vista: il Q2 2026 dovrebbe chiudersi con circa 559 milioni di dollari di utile operativo. OpenAI cresce più velocemente in termini di utenti — 900 milioni di utenti attivi settimanali su ChatGPT — ma ha bruciato 20,9 miliardi di dollari in perdite operative nel 2025. Il CEO Sam Altman ha comunicato agli advisor che qualsiasi valutazione inferiore al trilione è fuori discussione, il che complica i tempi: la CFO Sarah Friar spinge per il 2027. Nel frattempo, un analista di PitchBook ha già indicato il numero che deciderà tutto per Anthropic in sede di quotazione: il margine lordo, mai reso pubblico, che “o validerà o farà crollare l’intera narrativa prezzata dai mercati privati per tre anni”.

La concentrazione di questa massa di capitale in pochi mesi non è indolore per il sistema. I tre grandi potrebbero assorbire oltre 200 miliardi di dollari dai mercati pubblici in un arco temporale ristretto, forzando i portafogli istituzionali a ribilanciarsi e sottraendo risorse agli altri titoli tech già presenti negli indici. Goldman Sachs stima che i proventi totali delle IPO americane nel 2026 possano raggiungere 160 miliardi, quattro volte il 2025. Se le tre mega-offerte si concentrassero tutte nello stesso anno, quel numero verrebbe superato con larghezza. L’infrastruttura finanziaria è già sotto pressione. Quello che si apre davanti non è semplicemente un ciclo di IPO particolarmente attivo: è una redistribuzione del valore creato dall’AI dagli investitori privati — che hanno aspettato anni — verso i mercati aperti a tutti. Con la domanda di fondo ancora aperta: a queste valutazioni, quanto c’è di reale e quanto di narrativa.


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