L’intelligenza artificiale nei sistemi di realtà virtuale e aumentata

Paolo Marinoni 28 Aprile 2022

6 minuti

Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata sfruttano sempre di più le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Questa rende l’esperienza più immersiva e interattiva, ma potrebbe minacciare la nostra privacy.

La realtà virtuale e quella aumentata stanno prendendo piede sempre di più, nei videogiochi così come in ambiti più formali, come sul posto di lavoro. I recenti sforzi fatti per lo sviluppo del metaverso – web 3.0, che si aggiungerà all’internet che conosciamo oggi – puntano dunque i riflettori su questa ‘nuova’ tecnologia.

L’intelligenza artificiale, inoltre, intersecandosi perfettamente con le possibilità offerte dalla realtà virtuale o aumentata, mette a disposizione strumenti e funzionalità che possono rivelarsi significative, inizialmente sviluppate al di fuori di questi ‘mondi paralleli’ e integrate o integrabili per un migliore e più ampio utilizzo.

Differenze tra realtà virtuale e realtà aumentata

Per quanto condividano tecnologie molto simili, vi sono delle differenze importanti tra i concetti di realtà aumentata (augmented reality o AR) e realtà virtuale (virtual reality o VR).

La realtà aumentata consiste in una miscela tra ambienti fisici e digitali. La realtà si estende dunque oltre ciò che viene esperito fisicamente verso il mondo digitale. Ciò avviene grazie all’utilizzo dei sensori delle fotocamere presenti nei nostri dispositivi, attraverso accelerometri, dati GPS e altro. La persona che utilizza questo genere di tecnologia, dunque, si muove e interagisce fisicamente con il mondo reale accedendo però a un mondo digitale ‘parallelo’ grazie all’interpretazione, da parte del dispositivo, dei dati raccolti attraverso l’hardware di cui è dotato. Si pensi al gioco Pokémon Go, molto utilizzato negli anni passati.

La realtà virtuale, invece, è una completa simulazione digitale di immagini in 3D che permettono a chi ne usufruisce di interagire con il mondo virtuale accedendo esclusivamente a un dispositivo tecnologico. Non è dunque presente l’elemento chiave che contraddistingue l’AR, ovvero una sovrapposizione tra mondo reale e mondo digitale.

Le attuali applicazioni dell’AI nella realtà virtuale e aumentata

Il campo dell’AR e della VR, in passato, utilizzava soltanto tecnologie non basate sull’AI, ma, di recente, numerose aziende hanno notato le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel settore. Questa – soprattutto con i modelli di deep learning – può infatti eseguire in modo più efficiente compiti tradizionalmente svolti da tecnologie più rudimentali o dagli stessi essere umani, come il tracciamento degli oggetti o lo sviluppo di modelli 3D estremamente dettagliati. I modelli di deep learning, in particolare, possono aiutare un sistema di AI o VR a interpretare ambienti complessi.

Le applicazioni del connubio AI-VR/AR sono innumerevoli e continuano ad aumentare. L’intelligenza artificiale, infatti, sta sostituendo sempre di più le tradizionali tecnologie di visione artificiale – integrando tecniche di computer vision più avanzate – all’interno di mondi di realtà virtuale o aumentata, rendendo l’esperienza dell’utente più realistica e interattiva. Ciò è possibile grazie all’avanzamento tecnologico, tra l’aumento delle possibilità di archiviazione dei dati e il potenziamento delle capacità di calcolo.

Tra i settori che stanno integrando l’AI nelle loro esperienze di realtà virtuale o aumentata c’è, per esempio, quello aerospaziale. L’AI aiuta infatti nella gestione dei problemi di manutenzione, individuando le componenti dei velivoli che necessitano di manutenzione o miglioramenti. Anche in settori come la vendita al dettaglio, l’AI potrebbe ottimizzare l’esperienza del cliente, attraverso la creazione di showroom o camerini virtuali o l’offerta di pop-up di offerte e sconti che appaiono mentre si gira un negozio di interesse. Anche nell’ambito militare, l’AI potrebbe essere integrata a vantaggio degli utenti: si pensi ai soldati che possono effettuare il proprio training con simulazioni virtuali molto realistiche. Oppure, nelle telecomunicazioni e nei videogiochi, così come nella sicurezza.

Non è quindi impensabile che presto molte persone e aziende possano scegliere di utilizzare occhiali intelligenti, che ci permetteranno di estendere la realtà fisica attingendo a informazioni utili immediatamente accessibili. Per esempio, incontrando un collega di lavoro, il sistema potrebbe fornire i dettagli relativi a quella persona, come nome o posizione lavorativa all’interno dell’azienda.

L’importanza dei dati nei sistemi di VR/AR basati sull’intelligenza artificiale

Perché un sistema di VR/AR basato sull’intelligenza artificiale funzioni è necessario raccogliere moltissimi dati. Questo, come anticipato, viene effettuato attraverso sensori, ma anche con l’ausilio dei social e altri strumenti a seconda dei dati di interesse. Si può infatti trattare di immagini così come di audio o contenuti testuali, i quali, per essere fruibili, devono essere etichettati e descritti.

Le funzionalità di sistemi simili all’interno di realtà virtuali e aumentate sono numerose. Queste tecnologie, tra le altre cose, sono infatti in grado di rilevare, classificare e segmentare gli oggetti rappresentati all’interno di immagini o video, interpretare audio e riconoscere e tradurre contenuti testuali. Google Translate, per esempio, è capace di tradurre il testo all’interno di un’immagine, sovrapponendo, nella foto, la traduzione alla scritta presente nel mondo reale.

Più dati vengono raccolti, più l’ambiente realizzato sarà realistico, interattivo e personalizzato per lo specifico utente. Diversi specialisti, inoltre, stanno lavorando per sfruttare al massimo le potenzialità dell’AI e delle reti neurali nella costruzione di ambienti realistici (la cosiddetta olografia neurale).

Problematiche e prospettive future

I dati raccolti da sistemi simili provengono direttamente dalle nostre vite. Si tratta di dati di geolocalizzazione e biometrici, immagini del mondo che ci circonda e audio ascoltati nell’ambiente in cui viviamo. Dati che rendono l’esperienza di AR/VR molto più immersiva, ma che ci espongono a diversi rischi.

Queste criticità, dunque, rendono indispensabile un’attenta tutela della nostra privacy, attraverso l’adozione – da parte dello stato – di normative mirate ed efficaci. Bilanciare il diritto alla riservatezza e la spinta all’innovazione non è facile, ma sarà necessario sviluppare leggi che tengano in considerazione i reali rischi derivanti da queste tecnologie, ma che non limitino l’inevitabile progresso che caratterizzerà l’ambito nei prossimi decenni.


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