AI news:

il portale di approfondimento sul mondo dell'intelligenza artificiale

AI news: il portale di approfondimento sul mondo dell'intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale e privacy: quale legame?

L’intelligenza artificiale sta acquisendo sempre più un ruolo da co-protagonista in molteplici discipline, dal mondo della sanità al mondo dello sport, passando da quello legale a quello della finanza, affiancando l’uomo e aiutandolo. La stessa Commissione Europea ha affermato che “gli Stati membri e la Commissione devono collaborare per rimanere all’avanguardia di questa tecnologia. Se sviluppata e utilizzata all’interno di un ecosistema di eccellenza e fiducia, l’IA europea può essere competitiva a livello globale, rispettando allo stesso tempo i valori europei”.

Nonostante questo ottimismo sull’utilizzo dell’IA, sono sorti alcuni dubbi riguardo l’utilizzo massivo dell’intelligenza artificale in molti settori poichè si nutre, per migliorare, di dati e soprattutto di dati personali.

Come i dati migliorano l’intelligenza artificiale

Innanzitutto definiamo intelligenza artificfiale la disciplina informatica che sviluppa hardware e software fornendo l’operatore elettronico di capacità che sembrerebbero di pertinenza esclusiva dell’essere umano. Per conseguire queste capacità, i sistemi di machine learning e deep learning hanno bisogno di immagazzinare il maggior numero di dati possibili. Spesso quando navighiamo sul web consentiamo il trattamento dei nostri dati o noi stessi li inseriamo per effettuare iscrizioni senza essere realmente consapevoli che tutto ciò che digitiamo rimane per sempre. Grazie a queste informazioni che diamo consentiamo la possibilità di far conoscere sempre di più che tipo di vita svolgiamo e dove (attraverso i sistemi di geolocalizzazione, ad esempio).

Che tipo di dati interessano?

In relazione a quanto detto prima, tutti i dati che inseriamo aiutano il miglioramento dei sistemi di AI. I dati, però, non sono tutti uguali ma vengono classificati in base al tipo di identificazione che si può trarre. Quelli anagrafici o le immagini ad esempio, riguardano la sfera dell’identificazione diretta. Dati come codice fiscale o IBAN, rappresentano invece la sfera di identificazione indiretta.

Vi sono poi tutti quelli relativi alla fedina penale, alle idee politiche, religiose. Tutte fonti di sapere che, ad esempio con gli algoritmi di raccomandazione, permettono di indirizzarci sempre più verso dove ci piacerebbe arrivare, a volte, senza nemmeno saperlo.

Come è regolamentato questo flusso di dati?

Di necessaria importanza è stato regolamentare l’utilizzo di questi dati immessi nel web. Seppur necesari, infatti, è anche corretto, nei confronti degli utenti, garantire che tutto ciò che concerne la sfera personale sia tutelata.

L’Unione Europea, per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, attraverso il GDPR ( General Data Protection Regulation) 2016/679, garantisce una normativa per rafforzare e unificare la protezione dei dati personali per tutti i cittadini dello Spazio Economico Europeo.  

Tutti coloro i quali vogliano avvalersi dell’utilizzo di intelligenza artificiale per raccogliere e utilizzare dati di utenti devono per prima cosa definire il fine del trattamento, chiarire l’utilizzo dell’IA e della sua tecnologia.

Inoltre è fondamentale:

  • ottenere il consenso al trattamento automatizzato e alla profilazione
  • determinare la base giuridica
  • monitorare e valutare l’impatto dell’uso dell’intelligenza artificiale sugli individui
  • informare in modo trasparente e completo sul funzionamento della tecnologia
  • intervenire se ci dovessero essere violazioni dei diritti degli individui
  • e informare in caso di data breach (ovvero violazione di sicurezza dei dati).

Il regolamento chiarisce inoltre che il trattamento dei dati personali deve essere effetuato con solide basi giuridiche e si definisce, in quel caso, trattamento lecito. È fondamentale che siano adottate misure tecniche e organizzative adeguate, sin dal principio, conformi al GDPR. Il regolamento prevede quindi che il titolare del trattamento ponga in essere misure tecniche e organizzative adeguate al fine di poter dimostrare e garantire un corretto utilizzo dei dati in linea con il GDPR stesso.

Da questa normativa si introduce il principio cardine di accountability (responsabilizzazione) e il principio di privacy by design (protezione dei dati sin dalla progettazione del processo). Per il regolamento la tecnologia dovrebbe essere sviluppata in modo tale che sia essa stessa in grado di operare autonomamente sul rispetto dei diritti fondamentali degli interessati.

Osservando ciò che il legislatore ha sviluppato riguardo la materia dell’intelligenza artificiale ci fa capire quanto importante stia diventando nella vita quotidiana. È importante tutelarsi ma è anche importante non avere paura. Usata nel modo corretto l’AI potrà dare un grande supporto all’uomo.