Il Consiglio europeo ha trovato un accordo per semplificare le norme dell’AI Act

Tra le modifiche più rilevanti c’è lo slittamento fino a 16 mesi delle regole per i sistemi ad alto rischio

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Il Consiglio europeo ha trovato un accordo per semplificare le norme dell’AI Act

L’Unione europea sta provando a ridimensionare le norme inizialmente messe in campo in ambito di intelligenza artificiale. Il 13 marzo 2026 il Consiglio Ue ha raggiunto un accordo per semplificare l’applicazione dell’AI Act, la prima legge al mondo dedicata al settore dell’AI. L’obiettivo è rendere le norme più chiare e sostenibili per le imprese, senza rinunciare alla tutela dei cittadini. La proposta rientra nel pacchetto Omnibus VII e punta a “garantire maggiore certezza del diritto” e un’applicazione più armonizzata tra gli stati membri.

Tra le modifiche più rilevanti c’è lo slittamento fino a 16 mesi delle regole per i sistemi ad alto rischio, così da attendere standard tecnici adeguati. Vengono inoltre alleggeriti alcuni obblighi per le piccole e medie imprese e le startup, considerate attori cruciali per garantire l’innovazione del continente. Ci sono anche segnali di rafforzamento del rigore, perché il testo rafforza i divieti su usi abusivi dell’AI, come la creazione di contenuti sessuali non consensuali, e amplia i poteri dell’Ufficio europeo per l’AI.

La mossa riflette una direzione sempre più evidente: regolamentare la tecnologia senza frenare la competitività. L’Europa, prima al mondo a dotarsi di una legge sull’AI nel 2024, cerca ora un equilibrio più pragmatico. In gioco non c’è solo la sicurezza, ma anche la capacità del continente di restare all’interno della corsa globale dominata da Stati Uniti e Cina.

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