Google è pronta a mettere pubblicità dentro Gemini. Lo ha detto chiaro Philipp Schindler, chief business officer di Alphabet, durante la call sugli utili del primo trimestre 2026: la società è aperta all’idea, e il percorso per arrivarci è già tracciato. Prima si testa nell’AI Mode di Search, poi si porta il formato vincente nell’app del chatbot.
Schindler ha dichiarato agli investitori che la priorità attuale è l’AI Mode, ma ha aggiunto che un formato pubblicitario efficace lì potrebbe trasferirsi con successo anche nell’app Gemini. Ha descritto gli annunci come “informazioni commerciali utili”, non come semplici interruzioni. La frase più importante è quella con cui ha chiuso il ragionamento: “Se fatta bene, la pubblicità può essere davvero preziosa.” Google, del resto, lo sa meglio di chiunque altro.
La posizione è in netto contrasto con quanto detto dai vertici dell’azienda negli ultimi mesi. A dicembre 2025, il vicepresidente per la pubblicità globale Dan Taylor aveva dichiarato che nell’app Gemini non c’erano annunci e che non c’erano piani per cambiarla. A gennaio, altri dirigenti avevano ribadito lo stesso concetto. Ora Schindler apre uno spiraglio concreto. Secondo Adweek, Google avrebbe già informato alcuni inserzionisti che il rollout degli annunci su Gemini è previsto nel corso del 2026. Un’analisi di traffico pubblicata da DiscoveredLabs ha rilevato che nell’app Gemini sono già presenti SDK pubblicitari attivi, ma che per ora restituiscono risposte nulle: l’infrastruttura c’è, è semplicemente ferma.
Il contesto finanziario spiega perché il tema torni con insistenza. Alphabet ha chiuso il Q1 2026 con 109,9 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 22% su base annua. L’anno fiscale 2025 aveva già segnato il primo superamento della soglia dei 400 miliardi di dollari. Gemini conta oggi 750 milioni di utenti attivi mensili e ha generato 1,2 miliardi di dollari solo da abbonamenti nel 2025. Nonostante i numeri siano solidi, i costi legati all’infrastruttura AI continuano a salire: Alphabet ha annunciato investimenti in capex tra 175 e 185 miliardi di dollari per il 2026. Gli abbonamenti da soli non bastano a coprire questa crescita di spesa.
Google non è sola in questo percorso. OpenAI ha già avviato i test pubblicitari su ChatGPT per i piani Free e Go negli Stati Uniti, tenendo quelli più costosi privi di annunci. Anthropic, dal canto suo, ha scelto di marcare la differenza con una campagna pubblicitaria al Super Bowl in cui prometteva che Claude non avrebbe mai ospitato pubblicità — ottenendo, secondo Forbes, un aumento dell’11% degli utenti giornalieri. Ma le economie di scala dell’AI sono tali che pochi possono permettersi di ignorare la leva pubblicitaria a lungo.
Il Google Marketing Live del 20 maggio 2026 è l’appuntamento in cui il mercato si aspetta dettagli concreti: formati, specifiche, tempistiche. Se i test nell’AI Mode confermeranno che gli annunci si integrano senza deprimere l’esperienza d’uso — e i dati sulle AI Overviews suggeriscono che la monetizzazione regge al pari della Search tradizionale — l’approdo su Gemini sarà solo una questione di quando, non di se. Per gli utenti che vogliono evitare gli annunci, la strada sarà probabilmente quella di un abbonamento a livello superiore. Il modello è già collaudato altrove: gratuito con pubblicità, a pagamento senza.














