Il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti ha dato il via libera alla vendita del chip H200 di Nvidia, il secondo più potente al mondo per l’intelligenza artificiale, a 10 aziende cinesi, tra cui giganti come Alibaba, Tencent, ByteDance e JD.com.
Nonostante l’autorizzazione, nessuna consegna è ancora avvenuta, lasciando in stallo un accordo dal valore potenziale di miliardi di dollari. La notizia arriva mentre il CEO di Nvidia, Jensen Huang, si trova in Cina per cercare di sbloccare la situazione, dopo essere stato invitato all’ultimo momento dal presidente Donald Trump a unirsi alla delegazione statunitense in visita a Pechino. Trump lo ha prelevato in Alaska durante il viaggio verso il vertice con il presidente cinese Xi Jinping, alimentando le speranze che questo incontro possa finalmente sbloccare le vendite dei chip H200 in Cina.
Gli analisti sottolineano che questa mossa rappresenta un cambio di rotta significativo nella politica tecnologica USA-Cina. Fino a poco tempo fa, Washington aveva imposto restrizioni stringenti sull’export di chip avanzati verso la Cina per mantenere un vantaggio strategico nell’AI. Ora, con l’approvazione delle vendite, seppur limitate a 75.000 chip per cliente, si apre una finestra di opportunità per Nvidia, che stima un mercato cinese dell’AI dal valore di 50 miliardi di dollari solo nel 2026. Tuttavia, la prudenza delle aziende cinesi e le indicazioni di Pechino stanno ritardando le operazioni, mentre il governo cinese potrebbe condizionare gli acquisti a investimenti paralleli in semiconduttori locali, per rafforzare la propria autonomia tecnologica.
La situazione rimane però molto complessa. Secondo Neil Shah, vice presidente di Counterpoint Research, le aziende cinesi potrebbero adottare una strategia a doppio binario, utilizzando i chip H200 per addestrare modelli AI su larga scala e riservando i semiconduttori locali per compiti di inferenza e addestramento minore. Intanto, Nvidia e AMD stanno sviluppando varianti specifiche per la Cina per rispettare le restrizioni all’export. Come ha dichiarato Jensen Huang durante il GTC 2026: “Abbiamo ricevuto ordini da molti clienti e stiamo riavviando la produzione”, ma il percorso è ancora costellato di ostacoli politici e commerciali.
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