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Elon Musk fa causa a OpenAI: “L’azienda doveva essere no-profit”

Legal - Mercato Paolo Marinoni 1 Marzo 2024

2 minuti

Paolo Marinoni 1 Marzo 2024
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Ieri, Elon Musk ha fatto causa a OpenAI e ai suoi rappresentati – Sam Altman e Greg Brockman in primis – per aver abbandonato la loro missione originale: sviluppare l’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità senza scopo di lucro e offrire la tecnologia al pubblico. Intenti deducibili dal nome stesso della società co-fondata/finanziata da Musk: Open+AI, intelligenza artificiale aperta.

L’accusa di Musk e il contratto “violato”

Più che del nome, però, Musk intende far valere la propria posizione provando la violazione del contratto originale di fondazione dell’azienda. L’atto, depositato in tribunale ieri sera, afferma infatti che inizialmente Altman e l’altro co-fondatore, Brockman, si sono rivolti a Musk per creare OpenAI come organizzazione open-source no-profit e che OpenAI, focalizzando il proprio operato sulla realizzazione di profitti negli ultimi anni, avrebbe contraddetto le proprie intenzioni iniziali e il contratto stesso.

Gli avvocati di Musk sostengono inoltre che OpenAI avrebbe mantenuto GPT-4, il suo modello di AI più avanzato, come “segreto assoluto”. Ciò dimostrerebbe un allontanamento dalla missione pubblica e trasparente stabilita all’inizio.

Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015, si è dimesso dal Consiglio di amministrazione nel 2018, ma ora vuole che l’azienda torni alle sue radici senza scopo di lucro, probabilmente a causa del successo della stessa nel mercato dell’intelligenza artificiale. Un mercato in cui anche il patron di Tesla sta cercando di affermarsi.

La sua opinione su OpenAI è stata espressa più volte nel corso degli anni e, in un’intervista pubblicata a maggio 2023 (nel video sotto), Musk ha raccontato i fatti che hanno condotto alla nascita della società.

Ora rimane da vedere come Altman e OpenAI risponderanno alle accuse di Musk, ma, soprattutto, si dovrà capire se la causa intentata dall’imprenditore – che non ha diritto di voto nel board dell’azienda – abbia qualche fondamento.


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