La società cinese di intelligenza artificiale DeepSeek ha deciso di non condividere con i produttori statunitensi di chip, Nvidia e AMD, il suo nuovo modello V4, ancora in fase di rilascio. Una scelta che rompe con una prassi consolidata nel settore dell’AI. Di norma, gli sviluppatori forniscono accesso anticipato ai propri modelli ai principali produttori di hardware, così che i loro chip possano essere ottimizzati per farli lavorare al meglio. DeepSeek stessa, in passato, ha collaborato strettamente con i tecnici di Nvidia. Stavolta, però, l’accesso anticipato è stato concesso esclusivamente a fornitori cinesi, Huawei in testa.
La vicenda assume toni ancora più esplosivi alla luce di quanto rivelato da un alto funzionario dell’amministrazione Trump a Reuters. Secondo le indiscrezioni, il modello V4 sarebbe stato addestrato su chip Blackwell di Nvidia, i più avanzati sul mercato, tramite un cluster installato nella Cina continentale, in apparente violazione dei controlli americani sull’export. Non solo, secondo la stessa fonte, DeepSeek starebbe cercando di rimuovere i marcatori tecnici che rivelano l’uso di hardware statunitense, con l’intenzione di dichiarare pubblicamente di aver usato chip Huawei.
Sul piano commerciale, l’impatto diretto su Nvidia e AMD appare limitato. Come ha spiegato Ben Bajarin, CEO di Creative Strategies, la maggior parte delle aziende non usa DeepSeek in produzione, e il modello vale più come benchmark che come strumento operativo. Tuttavia, la mossa ha un significato politico preciso. Secondo Bajarin, fa parte di una strategia più ampia del governo cinese per penalizzare hardware e modelli statunitensi nel mercato locale e creare una netta frattura fra le due potenze tecnologiche.

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