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Città virtuali e proprietà nel metaverso

realtà virtuale

Aziende, privati ed enti pubblici stanno investendo nel metaverso – il web 3.0 – acquistando terreni e preparandosi a sviluppare attività e progetti. Possedere proprietà nel mondo virtuale sembra una buona idea, ma potrebbe nascondere rischi per il futuro.

A seguito della “nascita” di Meta – società di Mark Zuckerberg che ha annunciato di voler investire nel metaverso e in software utili al suo sviluppo (come il Project CAIRaoke) – l’interesse sul tema è improvvisamente aumentato e numerose aziende stanno stanziando fondi per lo sviluppo di tecnologie in grado di offrire servizi simili, orientati a un’interazione su internet più immersiva, realistica ed efficiente. Tra le società che puntano su software e tecnologie analoghe c’è anche Microsoft, che, a pochi giorni dalle dichiarazioni di Zuckerberg, ha annunciato Mesh, software integrato a Microsoft 365 che permetterà di lavorare e interagire in modi fino ad oggi inimmaginabili.

Il metaverso rappresenta quindi l’evoluzione di internet, ma non lo sostituirà. Si tratta di un insieme di spazi virtuali connessi tra loro e/o a quelli reali e occupati da avatar e sistemi di intelligenza artificiale “personificati”, che offriranno servizi e molte opportunità. Spazi che saranno strutturati nei modi più vari. Alcuni potranno essere realistici, altri – magari – completamente inventati e sconnessi dal mondo reale.

Il campo è in evoluzione e gli annunci di Meta e di Microsoft hanno creato molte aspettative nel mercato e nei potenziali utenti, tanto che gli investimenti nel settore si stanno moltiplicando sempre di più.

L’esempio della Corea del Sud

Una modalità di interazione nel metaverso potrà essere all’interno di spazi che imitano quelli esistenti nel mondo “reale”, come stanze, palazzi o intere città.

La città di Seoul, per esempio, ha annunciato che, nel 2023, sarà la prima a essere riprodotta all’interno del metaverso. Nella città “gemella” virtuale, sarà possibile interagire con altre persone, lavorare, recarsi in municipio per sbrigare faccende burocratiche, visitare luoghi di interesse e molto altro. Possibile anche una visita della città – nelle sue condizioni attuali e passate – attraverso l’uso della realtà virtuale.

Le potenzialità sono infinite e lo sa bene il Governo sudcoreano, che – come dichiarato dal Ministero della Scienza e delle Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni – ha deciso di stanziare l’equivalente di 187 milioni di dollari per la creazione, entro il 2026, di un suo ecosistema virtuale, che si prospetta diventerà il quinto a livello mondiale.

Si stima inoltre che il metaverso coreano potrà creare un milione e mezzo di posti di lavoro. Il Paese ha infatti annunciato di voler “produrre” 40.000 professionisti specializzati nei nuovi spazi virtuali.

Liberland Metaverse: la città disegnata da Zaha Hadid Architects

Di recente, Zaha Hadid Architects ha invece progettato una città “cyber-urbana” nel metaverso. Le persone che si collegheranno potranno visitare edifici digitali o acquistare terreni utilizzando criptovalute.

Si chiama Liberland Metaverse la città virtuale creata sulla base della reale Repubblica Libera di Liberland, una micronazione che si trova in una zona contesa tra la Croazia e la Serbia. La città fungerà dunque da guida nello sviluppo dello staterello non riconosciuto, ma funzionerà anche come un regno virtuale indipendente.

I visitatori potranno accedervi entrando nel “cyber-urban crypto incubator” attraverso la piattaforma cloud Mytaverse, sulla quale vengono creati ambienti in 3D. All’interno di questo mondo virtuale ci saranno quindi gli edifici progettati da Zaha Hadid Architects e le persone potranno comprare terreni e avviare delle attività commerciali. La loro presenza nella Liberland virtuale corrisponderà a una partecipazione in quella fisica. Un parallelismo che, in futuro, contraddistinguerà il metaverso come estensione virtuale del mondo “reale”.

Il Manchester City giocherà nel primo stadio virtuale

Un altro progetto per il metaverso è quello firmato Manchester City. La società calcistica inglese ha infatti in programma di costruire – in collaborazione con Sony – una replica dell’Etihad Stadium nel mondo virtuale. La notizia, giunta nel febbraio 2022, ha stupito molti seguaci del team, ma rappresenta un passo importante verso il futuro delle interazioni con i fan. Questi potranno infatti incontrare i calciatori e assistere alle partite in diretta e on demand direttamente da casa, ma come se fossero presenti all’interno dello stadio.

calcio

Queste idee sono ancora in fase di elaborazione e sviluppo, ma la chief marketing and fan engagement officer del City Football Group, Nuria Tarre, ha spiegato:

“Il punto centrale che potremmo immaginare di avere in un metaverso è che puoi ricreare una partita, puoi guardarla dal vivo, fai parte dell’azione in un modo diverso da diverse angolazioni e puoi riempire lo stadio quanto vuoi perché è illimitato, è completamente virtuale. Ma hai anche il controllo di ciò che vuoi guardare in quel momento. Non c’è un punto di vista della trasmissione, puoi guardarla da qualsiasi angolo dello stadio. Questo è il cielo, il limite”.

Proprietà nel metaverso e prospettive future

Si è assistito e si sta assistendo a un boom del mercato immobiliare virtuale. Molte persone e aziende si sono lanciate nell’acquisto di appezzamenti di “terreno” per poter costruire e avviare attività all’interno del metaverso.

Diverse celebrità del calibro di Snoop Dogg e varie multinazionali – tra cui JP Morgan e Samsung – hanno già acquistano aree virtuali con l’intenzione di svilupparle a fini commerciali. E gli investimenti fatti hanno già portato dei frutti. Forbes riporta infatti che, meno di un anno fa, una minima porzione di terreno virtuale su Decentraland o Sandbox – piattaforme di metaverso – costava meno di 1.000 dollari, un prezzo che oggi tocca invece i 13.000.

Attualmente, investire nel metaverso sembra dunque una buona idea, considerando che i prezzi sono aumentati di più di dieci volte solo nel corso dell’ultimo anno, ma un elemento essenziale del mercato immobiliare reale potrebbe mancare al mondo virtuale: la scarsità. I terreni, nel mondo fisico, sono infatti limitati e il loro prezzo aumenta al diminuire della loro disponibilità. Oggi, nel metaverso, le piattaforme stanno imponendo un limite alla quantità di terreni, ma non è detto che in futuro, all’aumentare della domanda, non possa aumentare anche l’offerta, facendo di conseguenza diminuire il valore dei terreni già esistenti.

Il futuro del metaverso è dunque ancora incerto: alcuni pensano che sia semplicemente una parentesi entusiastica nello sviluppo di nuove tecnologie. Tuttavia, l’interesse mostrato da importanti compagnie a livello globale, che sembrano aver già puntato sul suo probabile successo, farebbe pensare che questi mondi virtuali rappresenteranno effettivamente il web 3.0.