ChatGPT scende sotto il 50%: la prima volta in tre anni

Per la prima volta dalla sua nascita, ChatGPT ha perso la maggioranza del mercato degli assistenti AI, scendendo al 46,4% a maggio 2026 secondo il report State of AI di Sensor Tower. Gemini e Claude guadagnano terreno, ma il vero segnale è che gli utenti hanno smesso di essere fedeli a un solo strumento.

ChatGPT - Mercato 17 giu 2026

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ChatGPT scende sotto il 50%: la prima volta in tre anni

ChatGPT ha perso la maggioranza del mercato degli assistenti AI per la prima volta dalla sua uscita, nel novembre 2022. Secondo il report State of AI 2026 della società di analisi Sensor Tower, la quota di mercato di OpenAI è scesa al 46,4% entro fine maggio, dopo essere rimasta sopra il 50% fino a gennaio. Il sorpasso non c’è stato — ChatGPT resta il prodotto più usato al mondo — ma la soglia psicologica è caduta, e il mercato si è frammentato in modo irreversibile.

I numeri assoluti restano imponenti. ChatGPT conta oltre 1,1 miliardi di utenti mensili, un traguardo che Sensor Tower ha definito il più rapido mai raggiunto da un’app nella storia. Dietro di lui, Google Gemini con 662 milioni di utenti mensili e Anthropic Claude con 245 milioni. La caduta non è numerica ma proporzionale: gli altri crescono più in fretta. Gemini è salito al 27,7% di quota, Claude al 10,3%. Gli assistenti rimanenti — Grok di xAI, Perplexity, DeepSeek, Meta AI — si dividono il resto con meno del 5% ciascuno.

Le ragioni della perdita di terreno sono almeno due e di natura diversa. Gemini cresce soprattutto per distribuzione: l’integrazione nell’ecosistema Google, dagli smartphone Android ai servizi Workspace, porta utenti senza che questi debbano scegliere attivamente il prodotto. È un vantaggio strutturale, difficile da contrastare con sole migliorie al modello. Claude, invece, si è guadagnato una reputazione solida nelle attività produttive e sta avvicinando ChatGPT nei tassi di fidelizzazione degli utenti. Il dato più sorprendente riguarda la monetizzazione: il ricavo medio per utente mobile statunitense di Claude è passato da meno di 0,50 dollari a settembre 2024 a 2,76 dollari a maggio 2026, contro 1,74 dollari di ChatGPT. Il 13% degli utenti di Claude paga un abbonamento, la percentuale più alta tra tutti i concorrenti.

C’è poi un fattore politico che il report non ignora. Il contratto da 200 milioni di dollari firmato da OpenAI con il Dipartimento della Difesa americano ha generato un’ondata di disinstallazioni di ChatGPT. Sensor Tower lo identifica come un caso concreto in cui le scelte etiche e valoriali degli utenti si traducono in comportamenti di consumo misurabili. Non è più solo una questione di funzionalità o prezzo: la fiducia nel brand conta, e può spostarsi rapidamente. Il mercato AI ha smesso di essere immune dalle dinamiche reputazionali che governano altri settori.

Il quadro complessivo del settore, però, è di espansione. Nella prima metà del 2026, gli utenti sono sulla strada di scaricare quasi 2,3 miliardi di app AI e spendere oltre 4,2 miliardi di dollari, rispetto agli 1,83 miliardi dello stesso periodo del 2025. Le ore trascorse sulle app AI sono stimate in circa 36 miliardi nel primo semestre 2026, contro 17,2 miliardi nell’H1 2025. I tre assistenti principali — ChatGPT, Gemini e Claude — concentrano l’89% del tempo totale speso sulle app di questo tipo. Il mercato cresce, ma il valore si concentra sempre più su chi riesce a trattenere gli utenti paganti, non solo ad attirarli.

OpenAI si avvicina a una quotazione in borsa con la base di utenti più grande nella storia dell’AI e una quota di mercato in calo. La combinazione è insolita. Se la tendenza prosegue, il valore dell’IPO dipenderà sempre di più dalla capacità dell’azienda di dimostrare che quei miliardi di utenti restano fedeli e pagano. Claude ha già mostrato che si può fare con un bacino più piccolo. La vera partita, da qui in avanti, si gioca sulla conversione e sulla retention — non sul primato nei download.


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