ChatGPT batte gli umani in test sul pensiero creativo

In un confronto diretto con 151 persone, ChatGPT ha trionfato nei test di pensiero divergente. Tuttavia, la sua superiorità potrebbe essere solo un'illusione.

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ChatGPT batte gli umani in test sul pensiero creativo

ChatGPT ha battuto le persone in alcuni test di pensiero divergente, uno degli indicatori della creatività.

“E se non dormissimo mai più?”

Il pensiero divergente è caratterizzato dalla capacità di generare una soluzione unica a una domanda che non ha soluzioni giuste o sbagliate. Per calcolarlo si sottopongono domande molto aperte come “Qual è il modo migliore per evitare di parlare di politica con i miei genitori?” o “e se gli esseri umani non avessero più bisogno di dormire?”

Lo studio è stato realizzato dagli studenti di scienze psicologiche Kent F. Hubert, Kim N. Awa e dall’assistente Darya L. Zabelina del laboratorio di Meccanismi di Cognizione Creativa e Attenzione dell’Università dell’Arkansas. Ha coinvolto 151 partecipanti e i suoi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature. Nello studio, GPT-4 ha fornito risposte più originali ed elaborate rispetto ai partecipanti umani.

Nuove soluzioni per problemi ipotetici

I volontari sono stati confrontati con ChatGPT-4 in tre test: l’Alternative Use Task, che chiede di inventare usi creativi per oggetti di uso quotidiano come una corda o una forchetta; il Consequences Task, che invita a immaginare possibili esiti di situazioni ipotetiche, e il Divergent Associations Task, che chiede di generare 10 nomi che siano il più semanticamente distanti possibile. 

Le risposte sono state valutate per il numero di risposte, la lunghezza della risposta e la differenza semantica tra le parole. Gli autori hanno stabilito che “GPT-4 ha dimostrato un potenziale creativo più elevato in un’intera batteria di compiti di pensiero divergente. Nel complesso, GPT-4 era più originale ed elaborato degli umani in ciascuno dei compiti di pensiero divergente, anche controllando la fluidità delle risposte.”

Tra il dire e il fare

Per quanto i risultati possano impressionare, mantengono soprattutto un interesse accademico, perché il team ricorda che la differenza tra il potenziale creativo e l’applicazione della creatività è ampia. “È importante notare – scrivono – che le misure utilizzate in questo studio sono tutte misure relative al potenziale creativo, ma il coinvolgimento in attività o risultati creativi è un altro aspetto della misurazione della creatività di una persona“.

Creatività senza iniziativa

Lo studio anzi sottolinea un aspetto molto rilevante di quelli che sono i limiti dell’intelligenza artificiale, ossia la mancanza di iniziativa, fondamentale per applicare la creatività alle situazioni concrete.

L’intelligenza artificiale – scrivono Hubert e Awa – dipende dall’assistenza di un utente umano. Pertanto, il suo potenziale creativo è in un costante stato di stagnazione a meno che non venga richiesto“.

L’aderenza alla realtà

In alcuni casi la maggiore originalità delle risposte di GPT-4 è dipesa inconsapevolezza dei contesti. Spesso i partecipanti umani hanno fornito risposte meno originali solo perché si sono sentiti vincolati dalla necessità di radicare le loro risposte nel mondo reale. La creatività umana era dunque, già in partenza, orientata alla fattibilità e al risultato.

Gli autori invitano a considerare questi risultati non come una prova della nostra inadeguatezza di fronte alle capacità della tecnologia, ma come uno stimolo a considerare l’intelligenza artificiale un utile strumento di ispirazione.


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