Amazon e Anthropic unite contro Microsoft e altre notizie | Weekly AI #99

Amazon completa l'annunciato investimento di 4 miliardi in Anthropic, la società madre di Claude fondata dai fratelli Amodei. Il progetto sembra andare nella direzione di rendere Anthropic l’equivalente per Amazon di OpenAI per Microsoft. Questa e altre notizie nella nostra rassegna settimanale.
Amazon e Anthropic unite contro Microsoft e altre notizie | Weekly AI #99

Weekly AI news è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati al mondo dell’intelligenza artificiale.

Con un’aggiunta di 2,75 miliardi di dollari, Amazon completa l’annunciato investimento di 4 miliardi in Anthropic, la società madre di Claude fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei. Il progetto sembra andare nella direzione di rendere Anthropic l’equivalente per Amazon di OpenAI per Microsoft, di investimento in investimento. Il duo Amazon/Anthropic intende forse proprio minare le mire monopolistiche della coppia Nadella/Altman. È anche una vecchia questione di famiglia: gli Amodei vengono proprio dai laboratori di Altman.

Per l’intelligenza artificiale è una settimana di assestamento e per capirla si può iniziare dall’Italia. Da un’analisi emerge che il mercato dell’AI in Lombardia varrà 270 milioni di euro nel 2024. Almeno sempre che le PMI si mettano in pista per adottarla: solo il 4,4%, ad oggi, la sfrutta nei processi. Forse un supporto può arrivare dalla politica, ma le Istituzioni sembrano incastrate in alcune impasse: il Garante della Privacy vuole vigilare sull’AI perché non ritiene sufficientemente indipendenti le agenzie nominate dal ministro Butti e scrive ai vertici delle Camere e del Governo per ottenere l’incarico.

Non si placano le voci allarmiste dal mondo. Proprio mentre una ricerca della Gran Bretagna lancia l’allarme sui rischi dell’AI nell’occupazione inglese, con otto milioni di posti di lavoro a rischio, l’attrice Sara Poyzer denuncia con uno screenshot un annuncio spiacevole della BBC. La star di Mamma Mia! è stata infatti sostituita da una voce generata con l’AI in uno show sulla rete inglese. I fake di ogni tipologia intanto si moltiplicano. YouTube decide che apporrà un’etichetta per segnalare i video con l’intelligenza artificiale e in Turchia cresce l’allarme finzione con le elezioni alle porte. I video e gli audio falsi o presunti tali che presentano politici in atteggiamenti o dichiarazioni compromettenti sono tanti. C’è chi inizia a vigilare dall’alto. Il 21 marzo, l’ONU adotta una storica risoluzione sulla promozione di sistemi di intelligenza artificiale sicuri e affidabili.

Nonostante le applicazioni generative in grado di creare falsi veritieri terrorizzino chi guarda all’ordine sociale e pubblico, rimangono il core business delle grandi compagnie. WhatsApp annuncia infatti che integrerà Meta AI per includere diverse funzioni generative, tra cui la modifica di foto e immagini per dare a chiunque la possibilità di creare scene realistiche che in realtà non sono mai avvenute.

Quella di Zuckerberg è una notevole risposta ai competitor ma che poco può scalfire, come si diceva, lo strapotere di Microsoft sull’AI. Dalla company di Nadella, genitore adottivo di OpenAI, arrivano le cifre degli accordi di licenza per distribuire i modelli di Inflection: 650 milioni per integrare anche il chatbot Pi, che simula le emozioni umane. Fa bene Amazon ad armarsi per tempo, Microsoft assorbe tutto quello che può e il rischio di monopolio è sempre più vicino.

I timori sui monopoli americani impensieriscono un Paese in particolare dall’altra parte del globo. La Cina sbarra infatti la strada a Intel, AMD e la stessa Microsoft. Software e microprocessori delle aziende USA non saranno più i benvenuti nei computer governativi a favore di sola tecnologia cinese. Pechino annuncia un’autarchia tecnologica che però ha molto di propagandistico: proprio mentre lavora ai suoi ‘computer a km zero’, stringe accordi con Apple per mettere Baidu nei nuovi iPhone, il ruolo rivestito da Google in Occidente.

C’è anche chi sceglie di enfatizzare l’aspetto ludico: NVIDIA e Inworld presentano un’innovazione del gaming con impressionanti affinazioni emotive dei personaggi e Elon Musk apre il suo folle chatbot Grok a tutti gli utenti Premium di X. Se le ultime settimane sono state caratterizzate da un discreto allarme nel mondo dell’editoria, il Financial Times presenta poi un’innovazione che può fare da apripista per un trend virtuoso: un chatbot ufficiale basato su Claude e addestrato con i contenuti del giornale. Un buon modo per trasformare crisi in opportunità. Con buona pace di ogni monopolio.


Seguici anche sui social!


Ultime news


GPT-5.6 Luna arriva sul piano gratuito di ChatGPT per tutti gli utenti

La scelta è importante perché Luna non è un modello…

GPT-5.6 Luna arriva sul piano gratuito di ChatGPT per tutti gli utenti
Gravitee lancia Agent Accountability: un framework aperto per governare gli agenti AI

Gravitee ha pubblicato Agent Accountability, un framework aperto con cinque…

Gravitee lancia Agent Accountability: un framework aperto per governare gli agenti AI
Costi AI aziendali giù del 67%: il multi-modello cambia tutto

Le spese enterprise per le API di intelligenza artificiale sono…

Costi AI aziendali giù del 67%: il multi-modello cambia tutto
Perché l’algoritmo non potrà licenziarti

L'Italia ha regolato una situazione che iniziava ad allarmare più…

Perché l’algoritmo non potrà licenziarti
Il modello Kimi K3 è evaso da un ambiente di test di sicurezza

La scoperta è stata resa nota dalla società di ricerca…

Il modello Kimi K3 è evaso da un ambiente di test di sicurezza

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026