AI NEWS #40 | ChatGPT: opportunità e dubbi

Paolo Marinoni 18 Gennaio 2023

4 minuti

AI NEWS è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati all’AI. Sanità, legal, trasporti, innovazione, moda, ambiente: ogni settimana, una raccolta delle novità che stanno cambiando il mondo.

Le AI generative violano il copyright?

Le intelligenze artificiali generative sembrano creare contenuti originali. Perché questi sistemi possano funzionare, però, le AI devono essere addestrate su contenuti già esistenti, creati in passato da esseri umani e, per questo motivo, protetti dal diritto d’autore. Su queste basi, l’agenzia fotografica Getty Images ha attivato un’azione legale contro Stable Diffusion. Secondo la società, Stability AI avrebbe infatti “copiato ed elaborato illegalmente milioni di immagini protette da copyright” per addestrare la sua AI.

ChatGPT: opportunità e dubbi

Milioni di persone hanno già provato a utilizzare il chatbot di OpenAI, ChatGPT. Molti utenti sono stati spinti dalla curiosità di testare una tecnologia che potrebbe apparire futuristica: un sistema in grado di rispondere a una varietà apparentemente infinita di domande e di rielaborare testi in pochi secondi. Funzionalità che la stessa Microsoft ha deciso di offrire ai propri clienti Azure, i quali potranno accedere a una serie di strumenti di OpenAI, tra cui Dall-E (AI generativa di immagini) e GPT-3.5, su cui si basa ChatGPT. Alle opportunità offerte dalla tecnologia corrispondono però numerosi dubbi, dovuti alla possibile strumentalizzazione che un utente malintenzionato potrebbe fare della tecnologia. Le capacità di elaborazione testuale di ChatGPT permettono infatti la produzione di testi verosimili e che ‘ben’ si prestano alle fake news. Le funzioni di rielaborazione e generazione di testi possono però indurre anche gli studenti in tentazione: perché passare ore a fare i compiti quando ci può pensare un’AI al posto tuo? Questo abuso ha portato alcune scuole a chiedere che l’intelligenza artificiale venga messa ‘al bando’ dalle aule, mentre c’è chi sostiene che la sua adozione in ambito scolastico possa risultare molto utile. Un’applicazione sviluppata da uno studente di Computer science a Princeton punta a risolvere la questione: si tratta, in particolare, di un sistema capace di scovare i plagi e i contenuti elaborati dall’intelligenza artificiale. Attualmente, il sistema non risulta essere molto preciso, ma la stessa OpenAI ha annunciato di essere al lavoro per affrontare il problema.

Sicurezza su due ruote con il casco smart

Per chi guida motociclette e scooter, la sicurezza rappresenta un aspetto fondamentale. I classici dispositivi di protezione stanno subendo una trasformazione e stanno diventando sempre più tecnologici. L’ultima invenzione è Mk1S, un casco intelligente omologato con una tecnologia smart di ultima generazione e dotato di un algoritmo predittivo che fornisce informazioni in tempo reale sulle condizioni stradali. Il dispositivo avverte infatti il pilota – anche con un sistema visivo – in presenza di curve pericolose o situazioni di rischio.

Un sistema di AI per ritrovare l’arte rubata

Il progetto Rithms, finanziato dall’Unione europea, utilizza l’intelligenza artificiale per localizzare le opere d’arte andate perdute, analizzando le informazioni presenti online. Il software, in particolare, ricostruisce le connessioni tra persone e oggetti e mappa quelle di natura criminale al fine di contrastare il traffico dei beni culturali.

L’avatar che traduce la lingua dei segni

È nato il primo virtual human (avatar) made in Italy in grado di ‘parlare’ la Lis (Lingua italiana dei segni). Il programma è stato realizzato da QuestIT in collaborazione con il Santa Chiara Fan lab dell’Università di Siena, l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche e il Gruppo per lo studio e l’informazione della Lingua dei segni italiana. Lo strumento permetterà di rafforzare l’accessibilità digitale per le persone sorde.

Il musicista Nick Cave contro l’AI

Un utente ha chiesto a ChatGPT di comporre una canzone nello stile di Nick Cave. Ed ecco che il testo è stato sottoposto all’attenzione dello stesso musicista, il quale non ha apprezzato i risultati: “Con tutto l’amore e il rispetto del mondo, questa canzone è una schifezza, una grottesca presa in giro di ciò che significa essere umani e non mi piace molto”. Ha poi aggiunto: “Non provo lo stesso entusiasmo per questa tecnologia. Capisco che ChatGPT sia agli inizi, ma forse questo è l’orrore emergente dell’intelligenza artificiale: che sarà per sempre agli inizi, poiché avrà sempre più strada da fare”. E ha infine osservato: “Scrivere una buona canzone non è imitazione, o replica, è il contrario”.

L’intelligenza artificiale e il pensiero laterale

Massimo Canducci dedica un suo articolo a una riflessione sui possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale e sull’eventuale eliminazione di vincoli al suo funzionamento per permetterle di utilizzare il pensiero laterale, consistente nell’analisi di un problema da diverse prospettive e nella generazione di soluzioni inusuali e innovative.  


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