AI di Google: molti editori stanno iniziando a riconsiderare il loro rapporto col gigante di Mountain View

Grandi editori come Reddit, Politico, The Economist, USA Today, CNN e Business Insider stanno riscontrando un calo drastico del traffico organico proveniente dalle ricerche su Google

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AI di Google: molti editori stanno iniziando a riconsiderare il loro rapporto col gigante di Mountain View

Il mondo dell’informazione online è in subbuglio. Grandi editori come Reddit, Politico, The Economist, USA Today e CNN stanno registrando un crollo del traffico proveniente da Google, con cali che arrivano fino all’85% per Business Insider e al 50% per USA Today tra giugno 2025 e giugno 2026. La colpa? Le risposte generate dall’intelligenza artificiale di Google, che forniscono sintesi dirette nei risultati di ricerca, riducendo la necessità per gli utenti di visitare i siti degli editori.

Paul Bascobert, presidente di Reuters, ha dichiarato che l’azienda sta valutando i compromessi economici tra la ricerca tradizionale e le sintesi AI, mentre Reddit, che riceveva 60 milioni di dollari all’anno da Google per l’accesso ai suoi contenuti, sta ora considerando di bloccare l’accesso. Il traffico globale verso gli editori è crollato del 33% in un anno, secondo i dati di Press Gazette, e il problema non è solo economico: i bot automatizzati rappresentano ormai il 57,5% del traffico web globale, secondo Cloudflare.

Google difende la sua posizione, sostenendo che le sue funzionalità AI inviano miliardi di clic al web ogni settimana e aiutano gli editori a crescere. Tuttavia, molti non sono convinti. Gli esperti sottolineano che le sintesi AI stanno ridisegnando l’economia del web, premiando i contenuti originali e di qualità, ma penalizzando chi si basa su domande semplici e risposte superficiali. I siti che offrono analisi approfondite, dati originali o competenze specializzate hanno più probabilità di essere citati nelle sintesi AI, secondo eSEOspace.

La situazione è critica: alcuni editori stanno introducendo paywall o muri di registrazione per proteggere i propri contenuti, mentre altri, come Penske Media, hanno avviato cause legali contro Google per l’uso non autorizzato dei loro articoli. Il dilemma è chiaro: continuare a collaborare con Google, rischiando di vedere il traffico e i ricavi crollare, o chiudere l’accesso, con il rischio di sparire dai risultati di ricerca. Il futuro dell’informazione online è in bilico.


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