Anthropic ha appena reso Claude, il suo chatbot di intelligenza artificiale, capace di utilizzare direttamente il computer degli utenti per svolgere compiti autonomi tramite una nuova funzione di Dispatch nota come Computer Use che permette agli utenti di lavorare con Claude da remoto tramite smartphone. Agli utenti basta inviare un messaggio da smartphone perché Claude apra applicazioni, navighi sul web, compili fogli di calcolo o alleghi documenti a un invito di riunione.
La novità arriva in un momento di forte competizione tra le aziende tech, scatenate dal successo virale di OpenClaw, un agente open-source che ha rivoluzionato il concetto di agente AI, permettendo a milioni di utenti di delegare compiti complessi tramite WhatsApp o Telegram. Secondo Kaoutar El Maghraoui, ricercatrice IBM, OpenClaw ha dimostrato che “l’utilità reale degli agenti AI non è limitata alle grandi imprese, ma può essere incredibilmente potente” quando ha accesso completo al sistema di un utente. La corsa agli agenti AI autonomi sta trasformando il modo in cui lavoriamo. Nvidia, ad esempio, ha appena lanciato NemoClaw, una versione enterprise di OpenClaw con controlli di sicurezza avanzati, definita dal CEO Jensen Huang come “il nuovo computer”. Anche OpenAI ha reclutato Peter Steinberger, creatore di OpenClaw, per sviluppare la prossima generazione di agenti personali.
Il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui l’AI è entrata definitivamente nell’era agentica, ampliando non di poco le sue capacità e la sua efficacia. Gli agenti come Claude e OpenClaw non si limitano a suggerire soluzioni, ma le mettono in pratica segnando un cambio di paradigma fondamentale.

Anthropic ha lanciato Dispatch: ora è possibile assegnare compiti a Claude da remoto
Dispatch è uno strumento con cui si intende superare il…













